Richiedenti asilo e rifugiati volontari a Palazzo Magnani

Alcuni hanno prestato la propria opera di volontariato alla mostra ‘Kandinsky-Cage’ e altri parteciperanno a Fotografia europea

REGGIO EMILIA – Si è concluso oggi, con il conferimento di un attesto ai ragazzi, il progetto “La cultura per la cultura dell’integrazione” proposto dalla Fondazione Palazzo Magnani nell’ambito del Protocollo di promozione del Dialogo interculturale attraverso l’integrazione linguistica del Comune di Reggio Emilia, alla presenza del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, dell’assessore all’internazionalizzazione Serena Foracchia, del presidente della Fondazione Palazzo Magnani Davide Zanichelli e di Elvira Ponzo, responsabile del progetto per la Fondazione.

La collaborazione attivata con la Fondazione Palazzo Magnani, prevede tra i principali obiettivi quello di promuovere la cultura dell’integrazione attraverso la cultura dell’arte. Il linguaggio dell’arte ha infatti permesso di instaurare un dialogo e una reciproca conoscenza tra le diverse culture di cui sono portatori i nuovi cittadini reggiani e la trasversalità culturale ha permesso poi di superare le differenze e le barriere linguistiche.

Dopo un periodo di formazione e affiancamento da parte dello staff organizzativo della Fondazione, i ragazzi richiedenti asilo e rifugiati hanno prestato la propria opera di volontariato svolgendo attività di guardia e assistenza in sala alla mostra ‘Kandinsky-Cage’; servizio di front office, informazione e assistenza ai visitatori. In particolare da novembre 2017 a marzo 2018 tre ragazzi richiedenti asilo, con la collaborazione di Dimora d’Abramo, hanno collaborato con gli altri volontari della Fondazione Palazzo Magnani, con esiti positivi tanto da portare alla decisione di coinvolgere altri sei volontari nel corso della nuova edizione di Fotografia Europea.

Il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi ha detto: “E’ la cultura che incrementa la coesione sociale”. L’assessore Serena Foracchia ha aggiunto: “Si è creato un gruppo che ha saputo accendere relazioni nell’ottica di creare famiglia e comunità”. Il presidente Davide Zanichelli ha detto: “Abbiamo voluto aderire al progetto nella convizione che proprio dalla bellezza, dall’arte scaturisca benessere e la condizione ideale per costruire, conoscersi e integrarsi”.

La responsabile del progetto per la Fondazione Elvira Ponzo ha aggiunto: “Ho visto i ragazzi crescere e prendere consapevolezza del loro ruolo. Ho assistito ad una integrazione reciproca dove anche gli altri operatori e i visitatori hanno saputo apprezzare la presenza dei ragazzi nelle sale espositive. Si è generata una positività diffusa”.