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Operai, reportage da una classe fantasma che ha voltato le spalle alla sinistra

E' l'argomento dell'ultimo libro di Loris Campetti, storica firma del Manifesto, che sarà presente alla Camera del lavoro, giovedì alle 18, al salone Di Vittorio

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REGGIO EMILIA – “Colpiti dalla crisi e dalle politiche liberiste, privi di rappresentanza partitica e con un sindacato inadeguato, gli operai sono soli. Ai loro
occhi la sinistra è responsabile dell’attacco ai diritti: cancellazione dell’articolo 18, assalto alle pensioni, jobs act e precarietà. Nelle urne , sempre più deserte, arriva il loro voto di vendetta: gli operai tradiscono la sinistra. O è piuttosto vero il contrario?”.

E’ l’argomento dell’ultimo libro di Loris Campetti, storica firma del Manifesto, che sarà presente alla Camera del lavoro, giovedì alle 18, al salone Di Vittorio. Scrive l’autore: “A questo quadro si aggiunge la crisi della solidarietà tra lavoratori, perché la perdita della speranza in un cambiamento apre la strada all’individualismo, che rischia di alimentare una guerra tra poveri: l’avversario non è più chi comanda, bensì chi sta più in basso ed è più debole. Ne sanno qualcosa gli immigrati”.

Il libro è un reportage sul cambiamento culturale dei lavoratori, un viaggio nelle grandi fabbriche, quelle in crisi e quelle con il vento in poppa, dalla Luxottica alla Fincantieri, dalla Brembo alla Beretta, dall’Agusta all’Aermacchi, dalla Maserati all’ex Pininfarina, a cui si affiancano puntate nella logistica e nei servizi. Parlano i ragazzi di Foodora che ci portano la cena a casa, arruolati con un sms e pagati a cottimo, e i dipendenti delle Coop reggiane finite in tribunale. Campetti traccia una lucida analisi politica e conduce un’indagine nella classe tradizionalmente spina dorsale della sinistra e che ora – forse – non esiste più”. Ne discute con l’autore Valerio Bondi, membro della segreteria Cgil di Reggio Emilia

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