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Degrado ex Reggiane, ecco il piano del Comune

Riunione in prefettura del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. Dalla prossima settimana parte la pulizia dell'area che poi sarà perimetrata. Marchi: "Ci vivono settante persone. Attiveremo percorsi per portarli fuori da lì"

REGGIO EMILIA – Fari puntati in prefettura sulla situazione di degrado dell’area delle Ex Officine Reggiane, piu’ volte denunciata dalle opposizioni in Comune e in particolare dalla Lega Nord e che è monitorata da tempo anche dall’amministrazione. Dello stato di alcuni capannoni in abbandono ed in cui si registra la presenza di abusivi, si e’ infatti discusso nell’ultima riunione di mercoledi’ scorso del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, dove si e’ rilevata la “particolare complessita’” della situazione, da un lato per la dimensione dell’area (circa 250.000 metri quadri) e dall’altro per la connotazione privata della proprieta’.

Si e’ dunque valutato “che i primi necessari interventi dovranno essere di natura igienico-sanitaria”, finalizzati in sostanza ad una generale bonifica del sito, “con la contestuale interdizione delle zone risanate, per scongiurare il nascere di nuove situazioni di degrado”. Altri approfondimenti sono stati avviati in riferimento alle occupazioni abusive, in questo caso “per individuare soluzioni alloggiative alternative ed idonee”.

Reggio Sera ha contattato l’assessore Daniele Marchi che ha detto: “Era il secondo incontro di questo tipo. C’è n’è stato un altro a novembre sollecitato anche da noi. I punti li abbiamo condivisi e abbiamo deciso di mettere in campo tre livelli. Il primo è quello della pulizia dell’area: la settimana prossima emetteremo l’ordinanza per rimuovere i rifiuti nella zona che sono abbondanti. Il secondo step è di perimetrare e chiudere l’area che sta fra il cantiere e la zona che non è di proprietà del Comune”.

La terza fase è sicuramente la più complessa e consiste nel capire chi vive in quella zona e come risolvere i suoi problemi. Dice Marchi: “C’è un gruppo di lavoro con don Daniele Simonazzi e altre realtà, come la Caritas e anche alcuni dei nostri operatori di strada, con cui dobbiamo lavorare. Sono persone che conoscono l’area. Le abbiamo messe intorno a un tavolo per capire con chi è possibile costruire percorsi di uscita da quella situazione”.

Secondo la questura le persone presenti in quell’area sono in gran parte di regolari e si aggirano sulla settantina. Continua Marchi: “Dobbiamo capire quanti di questi sono regolari e quante risorse ci servono per trovare dei percorsi per loro che li portino fuori di lì”.

Il gruppo di persone che si occuperà di questo terzo step è numeroso. Intorno a un tavolo sono stati messi i writers che operano nella zona, la Caritas, i volontari di don Daniele Simonazzi, alcuni medici e gli operatori della Papa Giovanni XXIII. Dice Marchi: “Abbiamo anche contattato chi gestisce i richiedenti asilo per chiedergli se se avevano avuto notizie di persone che erano uscite dal percorso di accoglienza ed erano finite lì”.

E chi spaccia? Conclude l’assessore: “Per chi spaccia abbiamo già un accordo con la questura per intensificare la presenza e per risolvere questo probelma”.