De Lucia: “Ora serve una svolta per evitare il ballottaggio con il M5S”

Il consigliere Dem: "La svolta a destra non ha prodotto risultati e anzi ci ha pesantemente penalizzato"

REGGIO EMILIA – Nel Pd di Reggio Emilia c’e’ gia’ chi invoca una svolta per non ripetere la debacle alle elezioni amministrative dell’anno prossimo. Senza dimenticare di scaricare Matteo Renzi ed evidenziare, in citta’, una crescita di consenso per i movimenti di estrema destra. E’ il consigliere comunale Dario De Lucia, da tempo piuttosto critico con la linea nazionale e locale del suo partito, che, analizzando i numeri delle urne, commenta: “Il risveglio e’ amaro. Il partito unico degli incazzati e’ quello in testa in questa Italia. Forse l’opposizione ci fara’ bene anche perche’ non possiamo fare altrimenti”.

Ma “di sicuro – chiosa De Lucia – non potra’ essere con Matteo Renzi e il suo gruppo dirigente, la svolta a destra non ha prodotto risultati e anzi ci ha pesantemente penalizzato”. Spostando l’attenzione sulla situazione locale (“la non piu’ tanto rossa Reggio Emilia e anche in Emilia-Romagna le cose non vanno molto bene”), il consigliere evidenzia: “Alla Camera dei deputati con la coalizione con capolista Graziano Delrio prendiamo 30.247 ovvero il 36.02%, mentre nel 2013 il solo Partito democratico pigliava 39.263 voti ovvero il 41.41%”. Al Senato “la situazione cambia di poco: oggi prendiamo 28.015 voti come coalizione ovvero il 36.02 % dei consensi, mentre nel 2013 erano 38.676, il 43.93%, solo come Pd”. Da qui, spiega il dem, “capiamo due cose per il livello locale: abbiamo sbagliato i candidati oppure la campagna elettorale”.

Dunque: “Sicuramente si sente l’influsso negativo del trend nazionale ma bisogna comprendere davvero che ad ogni elezione (politica, locale, regionale) perdiamo almeno un 5% dei consensi”. Secondo De Lucia, quindi, “i candidati erano uomini e donne gia’ conosciuti alla politica tutti over 50 ma di valore”. Anche su questo “c’e’ molto da lavorare per le prossime elezioni amministrative del 2019 per evitare un ballottaggio con il Movimento 5 Stelle”.

L’esponente del Pd reggiano segnala infine “un fatto allarmante”: se “prendiamo a riferimento i dati alla Camera dei deputati, dove il voto giovane si sente di piu’, a Reggio Emilia i gruppi neofascisti (CasaPound, Fiamma Tricolore, Forza Nuova) prendevano 374 voti ad oggi sono 539. Cosa ha spinto quelle circa 150 persone in piu’ del nostro Comune a votare partiti neofascisti, razzisti e xenofobi che usano la violenza come metodo di azione politica? E’ un dato preoccupante se consideriamo che anche Fratelli D’Italia e Lega Nord sul territorio insieme prendono quasi il 18% dei consensi mentre nel 2013 superavano di poco il 3%”. Insomma, chiude il dem, “ci lasciamo trascinare via dalla corrente o proviamo a risalirla?”.