Daspo urbano, il Pd stoppa la giunta: “Usarlo il meno possibile”

L'odg proposto da Mdp e approvato dal centrosinistra: "Pone seri dubbi di legittimita' costituzionale, ponendo in capo a soggetti non detentori di potesta' giurisdizionale il potere di limitare la circolazione delle persone"

REGGIO EMILIA – Il Pd di Reggio Emilia stoppa il sindaco Luca Vecchi sul cosiddetto daspo urbano. In un ordine del giorno, proposto da Mdp e approvato oggi in Consiglio comunale dall’intero centrosinistra, si impegna infatti la Giunta a “utilizzare strumenti di carattere socio-assistenziale invece del daspo urbano, in caso di situazioni che riguardino fragilita’ e marginalita’ e che potrebbero subire un aggravamento con la misura in oggetto”.

La Polizia municipale, detta ancora il Pd, deve “limitare l’utilizzo del daspo urbano a situazioni di effettiva illegalita’ o pericolo per la collettivita’”. Anche per questo, la giunta Vecchi e’ chiamata in commissione per discutere del “percorso di aggiornamento del regolamento di Polizia locale”, prevedendo anche “un approfondimento e confronto sulle problematiche delle zone interessate” dagli interventi. Nell’ordine del giorno, firmato da Lanfranco De Franco e Roberta Pavarini di Mdp, ma sottoscritto anche dai dem Andrea Capelli e Gianluca Cantergiani, si dice chiaramente che “i decreti Minniti-Orlando sollevano dubbi di varia natura”.

Il daspo urbano, in particolare, “pone seri dubbi di legittimita’ costituzionale, ponendo in capo a soggetti non detentori di potesta’ giurisdizionale il potere di limitare la circolazione delle persone”. Il documento targato Pd-Mdp riconosce “la dannosita’ per la collettivita’ di attivita’ illegali o comportamenti pericolosi”, ma allo stesso tempo ci tiene a evidenziare “con forza il timore che la misura in oggetto possa essere usata andando ad aggravare situazioni di fragilita’ e marginalita’, che necessitano di supporto socio-sanitario e non di misure restrittive”.