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Afrin, è un inferno: bombe sui civili in fuga

La Turchia colpisce l’ospedale e i pick up in fuga dal cantone curdo-siriano. Decine di morti. Erdogan: "Abbiamo conquistato la città".

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REGGIO EMILIA – Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato che le forze siriane alleate della Turchia hanno preso il controllo del centro di Afrin e cacciato i combattenti curdi. Un alto funzionario curdo-siriano ha smentito. Hadia Yousef ha detto all’Associated Press che i combattimenti sono ancora in corso e che i combattenti turchi stanno aiutando i civili a fuggire dai “massacri” perpetrati dalle forze turche e dai loro alleati nell’enclave.

Curdi smentiscono Erdogan: combattimenti in corso
Un alto funzionario curdo-siriano ha smentito l’annuncio del presidente turco Recep Tayyip Erdogan che il centro di Afrin è stato conquistato. Hadia Yousef ha detto all’Associated Press che i combattimenti sono ancora in corso e che i combattenti turchi stanno aiutando i civili a fuggire dai “massacri” perpetrati dalle forze turche e dai loro alleati nell’enclave.

Situazione drammatica
La situazione ad Afrin è drammatica. Nella città ci sono molti rifugiati dai villaggi che qui hanno trovato rifugio dalla guerra e dai bombardamenti. Manca l’acqua perché quando i jihadisti e l’esercito turco hanno preso la diga di Meidanki hanno tagliato la fornitura e bombardato le stazioni di pompaggio in altri villaggi. Mancano anche alcuni generi di prima necessità.

Sono almeno 16 le persone rimaste uccise nel raid aereo messo a segno ieri dall’aviazione turca contro l’unico ospedale della città di Afrin, nel Nord della Siria. E’ quanto ha riferito oggi l’Osservatorio siriano per i diritti umani, precisando tra le vittime ci sono anche due donne incinte. “Il bilancio delle vittime potrebbe aumentare perchè ci sono alcune persone in condizioni critiche”, si legge sul sito dell’ong. Ankara ha smentito di aver colpito l’ospedale, affermando che l’offensiva in atto contro l’enclave curda “è condotta in modo da non colpire i civili”. Sono oltre 150.000 i civili che hanno lasciato Afrin da mercoledì sera.

Nella mattinata di ieri l’ennesima strage: i caccia turchi hanno centrato due camioncini a bordo dei quali decine di civili scappavano dall’inferno. Le immagini, pubblicate sui social media, mostrano cadaveri, brandelli di corpi irriconoscibili e i due veicoli completamente bruciati. Almeno 13 i morti che si aggiungono ai 47 di venerdì, ai tre civili sotterrati dalle macerie nel quartiere di Eshrefiye, ieri, ai corpi di tanti dispersi denunciati dall’Information Center di Afrin, nato per dare voce agli assediati dell’operazione «Ramo d’Ulivo». Oltre 280 i civili uccisi dal 20 gennaio.

 

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