Vinci (Lega): “La nostra tangenziale è lo specchio dell’operato di Delrio”

Il segretario della Lega Nord Emilia: "E' una variante autostradale che taglierà in due Cavazzoli e Roncocesi che rischiano l'isolamento"

REGGIO EMILIA – “Una mancata promessa di Graziano Delrio”. Questo il commento di Gianluca Vinci, segretario dell’Emilia per il Carroccio, riguardo al progetto di completamento della tangenziale nord verso Cella “attesa da 10 anni ed ancora sulla carta dopo che il ministero delle Infrastrutture è stato in capo per anni a Graziano Delrio”.

Commenta Vinci: “Un progetto non ancora iniziato, su una tangenziale declassata da anni a strada extraurbana dove ormai circolano liberamente e legittimamente i mezzi agricoli. Questa è solo l’ennesima conseguenza di una visione infrastrutturale del PD che sceglie grandi opere di vetrina e poi le lascia nel degrado assoluto come accade alle Vele di Calatrava spente da mesi e con le arcate consumate dalla ruggine delle quali l’amministrazione comunale ha annunciato che il nuovo sistema di illuminazione è stato acquistato, ma sarà installato a fine marzo e delle quali la sola manutenzione costa 100mila euro”.

Continua il segretario della Lega Emilia: “Perchè la tangenziale nord è una variante autostradale che taglierà in due Cavazzoli e Roncocesi che rischiano l’isolamento, lo stesso l’area annonaria dopo l’abbattimento dell’ultimo ponte all’altezza del Mc Donald’s che isolerà quella parte di città. La declamata connessione con la stazione Mediopadana e il casello autostradale potrebbero quindi ulteriormente congestionare la viabilità. Tuttavia gli urbanisti del PD dopo il Park Vittoria, l’area Santa Croce-Ex Reggiane, e la cattedrale del deserto del Parco Ottavi si cimentano in questa avventura”.

Conclude Vinci: “Siamo ai titoli di coda del malgoverno del tandem Delrio-Vecchi che peseranno purtroppo per anni sulla collettività reggiana, speriamo è siamo certi che qualcosa stia cambiando anche qui da noi con la voglia di affidare ad altri la ricostruzione di una città ormai ombra di quel che era”.