Vinci (Lega): “Bike sharing, un fallimento targato sinistra”

Il candidato del Carroccio: "Bici abbandonate al degrado più assoluto in ogni parte della città, dalla ex Polveriera, alla ex Caserma Zucchi, alla Stazione Ferroviaria"

REGGIO EMILIA – “Il bike sharing è un fallimento targato sinistra”. Lo dice Gianluca Vinci, candidato della Lega Nord nel collegio plurinominale alla Camera, che aggiunge: “Perché ci sono tutti tra i promotori: Graziano Delrio ex sindaco e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paolo Gandolfi ex assessore e deputato uscente non ricandidato, Mirko Tutino assessore alla mobilità e candidato Liberi e Uguali Camera dei Deputati collegio uninominale Reggio Emilia. La passerella di sabato scorso in centro è stata il revival di un’idea che si è purtroppo concretizzata in vari punti di noleggio del bike sharing ormai abbandonati al degrado più assoluto in ogni parte della città, dalla ex Polveriera, alla ex Caserma Zucchi, alla Stazione Ferroviaria”.

Continua Vinci: “Al contrario dei proclami altisonanti spesso il bike sharing è stato collocato in un angolo tra cassonetti del pattume e bidoni della raccolta differenziata. L’amministrazione comunale ha annunciato nelle settimane scorse l’acquisto di biciclette elettriche di produzione cinese per riattivare un servizio morto in partenza. Ancora una volta il Pd ha tradito il made in Italy e scelto materiale orientale. Non solamente nella Reggio di Vecchi, ma anche nella Milano di Sala, nella Firenze di Nardella, nella Bologna di Merola”.

Vinci se la prende con “l’utopia del trasporto sostenibile che alle nostre latitudini ha generato 7000 metri di piste ciclabili dal valore di oltre 3 milioni di euro non collegate tra loro, vorrebbe proseguire con l’intera pianura padana allo scopo di costruire una cosiddetta ‘autostrada delle biciclette’ tra i capoluoghi di provincia emiliani”.

Conclude il candidato: “Sarebbe invece più opportuno curare la manutenzione stradale a 360° gradi specialmente nelle frazioni e in prossimità di scuole e ospedale. La Lega non è contraria alle grandi opere che non devono essere però vetrina del nulla e devono essere integrate nel quadro di una politica infrastrutturale che preveda interventi ordinari e straordinari seri, non uscite temporanee per ottenere il consenso elettorale di qualche amante sincero delle due ruote”.