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Via Porta Brennone, bolletta acqua alle stelle per alloggio abusivo

Lo denuncia Confconsumatori: "Con Ireti nessun dialogo, ora basta"

REGGIO EMILIA – Nella cantina di un condominio, un cittadino straniero aveva realizzato un alloggio abusivo (con anche un bagno) da affittare in nero ai suoi connazionali. Qui pero’ una valvola lasciata aperta ha fatto schizzare alle stelle i consumi dell’acqua degli altri inquilini, dando luogo ad un contenzioso, ancora irrisolto con Iren (o meglio Ireti).

I residenti hanno infatti deciso di saldare le bollette solo per la base della media dei consumi degli anni precedenti, ma continuano a ricevere solleciti di pagamento dall’azienda, che intanto non ha ancora riparato fisicamente la valvola. La vicenda, avvenuta in via porta Brennone nel pieno centro storico di Reggio Emilia, la denuncia Confconsumatori, giunta ai ferri cortissimi con la multiutility “che disattende completamente il codice del consumo”.

Il caso, aggiunge il presidente dell’associazione Secondo Malaguti, fa il paio con quello di un cittadino di Campagnola Emilia, che ha ricevuto una salatissima bolletta del gas a causa di un mancato adempimento tecnico formale di Ireti, azienda del gruppo Iren nata nel 2016 e deputata alla distribuzione di gas ed energia, oltre che della gestione del ciclo idrico.

Oltre alla sede legale “vuota” e sorda ai reclami inoltrati (a Tortona in provincia di Alessandria) di Ireti, Confconsumatori evidenzia un rimpallo di responsabilita’ con la “casa madre”, a tutto svantaggio della soluzione dei problemi degli utenti. “E’ tutto cambiato – afferma Malaguti – in passato c’erano delle relazioni e un confronto con associazioni come la nostra, che oggi sembra non abbiano alcun peso per le aziende. Se ci rivolgiamo ad Iren per conto dei nostri assistiti, ci dicono di rivolgerci a Ireti o viceversa: ma se pensano di fare i burattinai si sbagliano”.

Malaguti e’ un fiume in piena e punta il dito anche contro il Comune di Reggio. “Lo scorso autunno ho scritto una lettera al vicesindaco Matteo Sassi per segnalare queste problematiche, ma la risposta ricevuta e’ stata lapidaria: ‘Stiamo monitorando la situazione’. Mi chiedo se i Comuni, che hanno la maggioranza delle quote di Iren, abbiano il polso di quello che sta succedendo o prevale in loro la preoccupazione per le quotazioni in borsa”.

Il presidente di Confconsumatori, dunque, vuole lanciare “un grido d’allarme molto chiaro” e sollecita “un tavolo d’ascolto per la citta’ e per la provincia”. Sulle specifiche vertenze aperte, invece, “non possiamo trascurare l’ipotesi del tribunale”, chiude Confconsumatori.