Spese pazze, Pagani e Monari assolti in appello

La corte dei conti ha ribaltato in appello la sentenza di primo grado: "Nessun fine personale"

REGGIO EMILIA – La Corte dei conti ha ribaltato, in appello, la condanna a carico dell’ex consigliere regionale reggiano, Giuseppe Pagani, per le sue spese, e dell’allora capogruppo Marco Monari per l’omesso controllo. Secondo la sentenza quelle spese erano da considerarsi “inerenti rispetto ai fini istituzionali del gruppo consiliare con conseguente insussistenza di un danno per le finanze della Regione”.

La condanna della Corte dei Conti al pagamento di 3mila e 807 euro per Pagani e Monari risaliva a circa un anno fa quando alla stessa conclusione giunsero i giudizi per 26 consiglieri di vari partiti. Ora è arrivata invece la prima decisione di merito. Secondo la Corte le spese contestate “rientravano in astratto fra quelle ammissibili ai sensi della delibera 5 del 2012”.

In particolare i giudici hanno ritenuto che i giustificativi presentati da Pagani dimostrano che le presunte spese illeggittime, che riguardano soprattutto spostamenti e pranzi, sono state fatte “in funzione di raccordo dell’attività del consigliere Pagani con il territorio regionale, ovvero per rappresentare l’attività del gruppo in sede di manifestazioni nazionali”.

Monari in sede penale è stato condannato in primo grado per peculato a 4 anni e 4 mesi oltre all’interdizione dai pubblici uffici, per una cifra di 23.400 euro circa a fronte di una contestazione iniziale di più di 900mila euro. Ha fatto ricorso in appello.