Politici e religiosi ad Auschwitz e Birkenau, per non dimenticare

Viaggio della Memoria con 1.100 studenti e la presenza di vescovo, rabbino, imam, sindaco e presidente della Provincia

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REGGIO EMILIA – È pronto a partire il Viaggio della Memoria 2018 di Istoreco, l’istituto storico di Reggio Emilia. Porterà in Polonia quasi 1.100 studenti delle scuole superiori della provincia, a visitare i campi di concentramento e sterminio di Auschwitz e Birkenau e la città di Cracovia. Il viaggio si snoderà in tre turni consecutivi, dal 18 febbraio al 10 marzo, con 21 pullman complessivi. Durante il primo viaggio, ci sarà anche un momento particolare, la visita ad Auschwitz e Birkenau delle principali autorità religiose e civili di Reggio Emilia.

Mercoledì 21 febbraio, assieme agli studenti visiteranno il campo il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi, il vescovo della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla monsignor Massimo Camisasca, il rabbino Beniamino Goldstein della comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia e l’imam Yosif El Samahy, in rappresentanza delle comunità islamiche di Reggio Emilia.

Sarà un momento di esperienza e di conoscenze condivise, concluse la sera con un confronto fra gli ospiti e le ragazze e i ragazzi. Istoreco ha organizzato questa peculiare iniziativa, una rarità quasi assoluta a livello italiano, per favorire un doveroso momento di dialogo in un anno, il 2018, in cui ricorrono anche anniversari importanti. Nel 1938 anche l’Italia promulgò le leggi razziali, che penalizzarono una parte della popolazione solo per la propria origine e furono l’anticamera di quello che diventerà l’Olocausto. Nel 1948 l’Italia repubblicana uscita dalla guerra formalizzò la propria Carta Costituente, una Costituzione dove ogni differenza di razza e credo religioso viene esclusa.

L’idea di invitare le autorità religiose e civili al Viaggio nasce poi dal tema generale del progetto. Nel 2018 il Viaggio della Memoria è dedicato ai Giusti fra le Nazioni, persone non ebree che durante la guerra hanno salvato la vita a ebrei. È il caso di tanti albanesi che negli anni del conflitto nascosero ebrei in fuga, e lo fecero guidati dai loro precetti religiosi. Questa storia è raccontata nella mostra “Besa – Un codice d’onore”, allestita da Istoreco nella sinagoga di Reggio Emilia nei mesi scorsi.

È il caso del giusto fra le nazioni reggiano Don Enzo Boni Baldoni, nato a Cavriago. Durante la guerra, parroco nell’Appennino reggiano a Quara, ha dato ospitalità a diverse famiglie ebree in cerca di riparo e di una possibilità di scappare dall’Italia. Lo ha fatto rischiando molto a livello personale. Ed è il caso di Gino Bartali, il grande campione di ciclismo che nel 1943 e 1944 girò la Toscana con documenti falsi nascosti nella bicicletta, documenti usati per far espatriare ebrei braccati dai nazisti e dai fascisti. Il Giro d’Italia 2018 partirà da Gerusalemme come omaggio a Bartali.

Esempi di coraggio guidati dalla generosità, dalla consapevolezza di cosa sia giusto e di cosa non lo sia e, spesso, anche, dalla fede religiosa. Da qui l’idea di favorire un momento condiviso fra i rappresentanti del territorio reggiano, sindaco del capoluogo e presidente della Provincia, e le autorità religiose dello stesso territorio.

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