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L’archivio della Cgil sarà presto aperto alla città

Nei prossimi mesi il sindacato aprirà e metterà a disposizione della citta' il suo vasto patrimonio archivistico: 10.000 volumi, 4000 manifesti dagli anni 40 ad oggi, un patrimonio fotografico di quasi 20.000 pezzi

REGGIO EMILIA – Non solo organizzazione di tutela dei lavoratori nelle fabbriche e nelle piazze, ma anche “tessuto vivo” della societa’ civile. E, come tale, leva per innescare dibattito pubblico e propulsore di proposte culturali aperte a tutta la comunita’. Cosi’ la Cgil di Reggio Emilia che nel 2018, anno che per il sindacato si concludera’ con il congresso, lancia un’articolata serie di iniziative in vista di questo appuntamento.

Si comincia il prossimo 20 febbraio, quando parte una rassegna di 11 appuntamenti – tra presentazioni di libri e film e seminari per tutti i cittadini – che si concludera’ a maggio. Sono pero’ molto rilevanti anche gli altri tre progetti illustrati questa mattina dal responsabile organizzativo della Camera del lavoro Valerio Bondi, che si svilupperanno nel corso di quest’anno e dei prossimi.

In primo luogo la Cgil intende nei prossimi mesi aprire e mettere a disposizione della citta’ il suo vasto patrimonio archivistico composto da di 10.000 volumi, 4000 manifesti dagli anni 40 ad oggi, un patrimonio fotografico di quasi 20.000 pezzi tra positivi e negativi (oltre ai 12.000 gia’ archiviati alla biblioteca comunale Panizzi) e il materiale audio- video, anche questo a partire dagli anni 60, che raccoglie filmati esclusivi fino 2001 quando e’ stato celebrato il centenario della Cgil.

“E’ un lavoro molto corposo sul materiale che stiamo programmando e mettendo in ordine. Poi bisognera’ inserirlo nelle piattaforme per la consultazione. Per questo richiedera’ un po’ di tempo”, spiega Bondi. Lo stesso funzionario della Cgil ha incontrato poi il sindaco Luca Vecchi e proposto al Comune la realizzazione di due mostre fotografiche.

La prima, collocata in pianta stabile nei capannoni ristrutturati nelle ex Officine Reggiane, trattera’ del conflitto sociale in quel luogo, testimoniato dallo sciopero del 1943 e dall’occupazione della fabbrica dal 1950 al 1951. “Un aspetto – dice Bondi – che rispetto alla narrazione della parte industriale della storia di quell’azienda rischiava di non essere caratterizzato”.

La mostra avra’ inoltre un secondo punto di forza nelle foto stesse, tratte dall’archivio fotografico del Gaf (gruppo artigiani fotografi che documento’ l’occupazione del ’50-51) molto rilevanti dal punto di vista storico e artistico. La Cgil ha chiesto inoltre di essere presente nell’edizione 2019 di fotografia europea, con una mostra dedicata alla lotta operaia delle lavoratrici tessili tra la fine degli anni 60 e gli anni 70 nel territorio con alcuni casi eclatanti come quello di Max mara. “Una storia di conflitto al femminile dopo il quale il tessile e’ andato in declino in questo territorio”, spiega il sindacato.

Insomma, conclude Bondi, “pensiamo di aver incarnato bene il ruolo del sindacato che non e’ solo organizzazione di tutela dei lavoratori, ma che si e’ sempre posto, in rapporto con la citta’ e i propri iscritti, anche l’esigenza di essere soggetto culturale, creatore di punti di vista e capace di intrecciare nel proprio lavoro anche le questioni generali che attraversano il Paese”.