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Furti di rame, sgominata banda di rumeni foto

Colpi in Lombardia ed Emilia Romagna per un “fatturato” di mezzo milione di euro. Arrestati tre rumeni: indagato per ricettazione un imprenditore modenese

REGGIO EMILIA – Scacco matto dei carabinieri reggiani alla banda “dell’oro rosso”, che imperversava tra le province di Reggio Emilia e Mantova prendendo di mira il rame degli impianti elettrici delle aziende. Si tratta di tre cittadini romeni, due dei quali gia’ arrestati in flagranza lo scorso 2 dicembre e raggiunti in carcere da una nuova ordinanza di custodia, piu’ un complice preso oggi nel covo della banda, nella frazione di Villa Cella a Reggio.

Nel corso dell’irruzione dei militari e’ finito in manette anche un quarto cittadino romeno, su cui pendeva da mesi un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Modena per un furto commesso in un bar di Campogalliano. Per i tre componenti della banda arrestati l’accusa e’ di furto aggravato e continuato. E’ invece indagato per ricettazione un insospettabile imprenditore della provincia di Modena, titolare di una ditta di raccolta metalli, che secondo le ipotesi investigative dei Carabinieri “ripuliva” il rame rubato, re-immettendolo nei canali di vendita leciti.

Negli ultimi mesi del 2017 la banda ha messo a segno sette colpi (due nel mantovano e cinque in provincia di Reggio), prendendo d’assalto aziende in attivita’ o in fallimento quindi abbandonate, che venivano depredate di ogni oggetto di valore. L’obiettivo principale dei ladri erano i cavi di rame degli impianti elettrici, che venivano totalmente sradicati paralizzando, di conseguenza, l’attivita’ delle imprese. Ma veniva fatta incetta anche di attrezzature da lavoro e oggetti (navigatori, orologi biciclette e macchine fotografiche), trovati nei locali o nelle auto parcheggiate negli stabilimenti.

I carabinieri hanno recuperato parte della refurtiva, del valore stimato di 100.000 euro circa. Ogni operazione avrebbe fruttato alla banda di predoni dell’oro rosso almeno 80.000 euro, per un totale di oltre mezzo milione di profitto illecito. Particolarmente complesse le indagini condotte dai Carabinieri, scaturite dopo la denuncia per furto dell’azienda Chr-Hansen di Canossa, in cui l’intero impianto elettrico era stato asportato, bloccando l’attivita’ produttiva. I militari si sono concentrati dapprima sul furgone usato dai ladri e, dopo averli individuati, li hanno pedinati per 15 giorni e 15 notti.

Gli arrestati

E’ emerso inoltre che, per ostacolare gli inquirenti, gli arrestati (formalmente senza fissa dimora) parcheggiavano il furgone nei pressi di una casa abbandonata, che indicavano come propria abitazione se incappavano in controlli di routine.