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Migranti, i richiedenti asilo in provincia sono 2.300

Di questi 903 sono nel capoluogo: il Comune ha chiesto di aumentare la quota Sprar che passa da 48 a 58 e quella dei minori da 17 a 18

REGGIO EMILIA – Quest’anno Reggio Emilia aumenta l’accoglienza dei richiedenti asilo in citta’ potenziando in particolare, come chiesto ad ottobre dell’anno scorso in Consiglio comunale da Dario De Lucia (Pd) e promesso dall’assessore comunale Serena Foracchia, il programma “Spraar”. Ovvero, il sistema di protezione gestito dalla rete degli enti locali (che accedono al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo), di cui il Comune di Reggio, con la cooperativa Dimora d’Abramo fa parte dal 2009.

In dettaglio i posti per adulti attualmente finanziati per la prosecuzione del programma nel periodo 2017-2019 passano dagli attuali 48 a 58. Quelli per i minori stranieri non accompagnati, accolti a Reggio dal 2015, aumentano invece da 17 a 18. Emerge da una determina dei dirigenti comunali in cui si legge che il programma Spraar e’ stato “in questi anni consolidato ed allargato a fronte pero’ di un numero elevato di posti dedicati all’accoglienza prefettizia all’interno dei centri di accoglienza straordinaria sul territorio (da ultimo bando 902 persone per il Comune di Reggio Emilia e 2300 persone su tutta la provincia)”.

Per questo, “a seguito delle sollecitazioni del Consiglio comunale nonche’ delle indicazioni nazionali in materia di accoglienza richiedenti asilo e rifugiati tese a riequilibrare i numeri delle diverse forme di accoglienza sul territorio favorendo una piu’ ampia diffusione dei percorsi Spraar”, il Comune ha presentato al minstero una richiesta di ampliamento.

Che pero’ e’ stata accolta solo in parte. L’amministrazione aveva infatti proposto di accogliere 20 stranieri adulti in piu’, di cui 10 avviando una sperimentazione di “accoglienza famigliare” in collaborazione con il “Progetto Vesta”, gia’ attivo in altre citta’ come Bologna, “valutato particolarmente idoneo per i titolari di protezione neomaggiorenni, categoria in aumento e con numerose fragilita’, che molto spesso devono affrontare la vita adulta senza figure parentali di riferimento”. Il ministero ha pero’ risposto che “non e’ possibile, allo stato, autorizzare l’incremento delle capacita’ per l’accoglienza in famiglia, nelle more della pubblicazione delle apposite linee guida per questa specifica tipologia di intervento”.

Per quanto riguarda le risorse disponibili l’accoglienza costera’, sia per quest’anno, sia nel 2019, poco piu’ di 1,2 milioni. Di questi la maggior parte, piu’ di 1,1 milioni, derivano da contributi statali mentre Comune e Dimora di Abramo compartecipano alla spesa per il 5% (circa 62.000 euro). Sempre a proposito di accoglienza, infine, il centro internazionale Loris Malaguzzi ospita da domani due giornate dedicate ai temi dell’integrazione con amministratori pubblici e operatori del settore. “L’idea – spiegano i promotori Comune e Provincia – e’ che per costruire solide basi per il futuro delle nostre comunita’ e’ necessario comporre, insieme, nuove, eque e durature armonie sociali, culturali, economiche”.