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Migranti, ben 435 i richiedenti asilo che lavorano

Su 1600 in provincia: sono impiegati in parchi, biblioteche e servizi di gestione rifiuti

REGGIO EMILIA – Sono stati 435 i richiedenti asilo che, nel corso dello scorso anno, hanno volontariamente prestato attivita’ attraverso progetti di cittadinanza attiva in 32 dei 42 Comuni reggiani: dalla cura del verde e del patrimonio pubblico alla manutenzione di impianti sportivi, dalla gestione dei rifiuti alle biblioteche.

Il bilancio, decisamente positivo considerando che attualmente sono poco piu’ di 1.600 i profughi ospitati nel reggiano, e’ stato tracciato questa mattina in Provincia dal presidente Giammaria Manghi insieme all’assessore alla Citta’ interculturale del Comune di Reggio Emilia Serena Foracchia ed ai presidenti di Auser e Dimora d’Abramo, Sandro Morandi e Luigi Codeluppi.

Proprio in Provincia, poco meno di un anno fa, con il coordinamento della Prefettura era stato infatti avviato con Auser e Dimora d’Abramo un lavoro che ha poi portato alla stesura del Protocollo che ha reso possibile l’attivazione di gran parte dei progetti di cittadinanza attiva svoltisi nel corso del 2017.

“Due, in particolare, gli obiettivi che ci eravamo dati: rendere piu’ omogenea la distribuzione territoriale dei richiedenti asilo, perche’ la solidarieta’ deve essere diffusa nel territorio”, spiega il presidente della Provincia Giammaria Manghi. Ma anche “accompagnare questa accoglienza con attivita’ di cui potessero beneficiare le singole comunita’, ma soprattutto gli stessi richiedenti asilo, permettendo loro, nel caso non trovino lavoro, di rendersi comunque utili e dare il senso della restituzione di quanto una persona riceve nel momento della accoglienza”.

L’assessore Foracchia ha illustrato la corposa attivita’ realizzata dal Comune di Reggio Emilia, che da solo ha coinvolto in progetti 148 richiedenti asilo, di cui 82 all’interno del progetto Spraar. Tra le attivita’ anche l’apprendimento della lingua italiana.