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Elezioni e candidati, l’altolà del Pd reggiano: “No a fenomeni di importazione” foto

La direzione provinciale approva la rosa dei dieci nomi che saranno proposti a Roma

REGGIO EMILIA – “Reggio Emilia esprime due figure “nazionali”, che oggi non siedono in Parlamento, indispensabili al Pd: il ministro Graziano Delrio ed il responsabile nazionale organizzazione Andrea Rossi. Nello spirito della nuova legge elettorale – che crea un nuovo rapporto tra cittadini ed eletti, decisamente più legato al territorio – chiediamo che siano candidati sul nostro territorio: Reggio Emilia così contribuisce al risultato nazionale attraverso nomi di spicco reggiani, senza dover accogliere ‘fenomeni di importazione”.

Nelle pieghe del documento approvato dall’assemblea provinciale del Pd emerge un netto stop all’inserimento nelle liste sul territorio di nomi che non sono reggiani. Delrio e Rossi, fa capire il Partito Democratico reggiano, sono già nomi nazionali che esprimono la reggianità. Non ne servono altri.

Le collocazioni
L’ex sindaco di Reggio e ora ministro Graziano Delrio dovrebbe correre per uno dei due uninominali della Camera, più almeno tre plurinominali, fra i quali, pare, Alto-Adige, Sardegna e un collegio nel Sud Italia. Andrea Rossi, sottosegretario alla Regione e responsabile organizzativo Pd nazionale, potrebbe essere capolista del plurinominale alla Camera, che da Reggio va fino a Piacenza. La parlamentare uscente Vanna Iori dovrebbe essere capolista al plurinominale del Senato, che oltre a Reggio, Parma e Piacenza coinvolge anche il Modenese e il Ferrarese. La parlamentare uscente, Antonella Incerti se la dovrà vedere con la consigliera regionale, Roberta Mori, che è della sua stessa corrente, ovvero la Orlando. Quest’ultima, sponsorizzata dal parlamentare uscente Maino Marchi (la Incerti può contare sull’appoggio di Cesare Damiano), è stata la coordinatrice del comitato Emilia-Romagna della mozione Orlando.

Salgono pure le quotazioni di Paolo Gandolfi, che potrebbe giocarsi una delle terze posizioni in lista. E poi ci sono i piacentini: si fanno i nomi della sottosegretaria Paola De Micheli, e di Roberto Reggi, ex sindaco di Piacenza e attualmente direttore dell’Agenzia del demanio.

I lavori dell’assemblea
Al termine delle nove assemblee che si sono tenute dal 17 al 19 gennaio, la direzione e l’assemblea provinciale del Partito Democratico si sono riunite ieri mattina per approvare e discutere il documento programmatico che rappresenta il contributo territoriale alla campagna elettorale in vista delle Politiche del 4 marzo. “Un percorso breve e intenso – sottolinea la presidente dell’assemblea Gigliola Venturini – che verrà consegnato al segretario regionale e a quello nazionale. La sintesi di un dibattito che ha visto circa 700 partecipanti e 150 interventi. Nel documento che andrà a Bologna e Roma abbiamo voluto inserire quei temi che hanno una particolare ricaduta sui nostri territori”.

Nell’assemblea provinciale, che ha iniziato i propri lavori rispettando un minuto di silenzio per ricordare i cinque operai della Lamina di Milano morti nei capannoni dell’azienda, il segretario provinciale Andrea Costa da il via alla campagna elettorale del Pd reggiano così. “Nonostante la legge elettorale – ha detto il segretario provinciale – abbiamo voluto immaginare il percorso più aperto e democratico possibile e dire come ci vogliamo presentare ai reggiani il 4 di marzo. I dati dicono che in questo mese che ci separa dal voto possiamo fare la differenza e recuperare fino a 8 punti. Nel quadro politico attuale essere il primo partito significa essere quelli che fanno la proposta di governo”.

Costa: “Abbiamo 30 giorni per far capire ai reggiani che in gioco c’è una certa idea di società”
Continua Costa: “Abbiamo 30 giorni per far capire ai reggiani che in gioco c’è soprattutto la custodia di una certa idea della società. Noi siamo portatori di un corollario di principi, idee e valori che altri non hanno. Questa è stata la stagione dei diritti: dagli interventi sul tema educativo al dopo di noi, dal biotestamento alle unioni civili, dagli investimenti sulla non auto sufficienza alla garanzia ai comuni di poter nuovamente investire per le proprie comunità. Ci sono 400 cantieri attivi nella nostra provincia. 5,9 miliardi di euro di export è la cifra che ha toccato l’agricoltura in Emilia-Romagna con un incremento di occupazione del 15%. In questi anni sono stati programmati sul nostro territorio provinciale investimenti già partiti o finanziati, per 435 milioni di euro, dalle strade alle ferrovie. Non so da quanto tempo non accadeva che sul nostro territorio ci fosse un investimento di questa portata. significa cambiare la mobilità. E’ tantissimo, ma siamo reggiani e nel documento diciamo che ci sono ancora 146 milioni di opere da finanziare. E poi è bene ricordare che nella provincia di Reggio Emilia la disoccupazione è al 4%. E’ al minimo storico. Possiamo fare di più, lo sappiamo. E allora proponiamo che si aumentino gli sforzi per la rioccupazione, che si ponga con forza il tema della qualità del lavoro”.

Infine il segretario Costa, accompagnato da un lungo applauso, ha chiuso il suo intervento dicendo: “So che in quasi tutte le assemblee è stato fatto il mio nome per la rosa dei possibili candidati. Io ringrazio dell’affetto e della stima, la politica è prima di tutto rapporti umani ma credo che questa comunità politica può essere meglio di come spesso viene rappresenta e vorrei dare l’esempio che è lo strumento migliore per affermare quello in cui si crede per questo motivo non ho dato la disponibilità a far parte di quella rosa”.