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Le rubriche di Reggiosera.it - Interventi

“Difendiamo le botteghe artigiane”

Fantuzzi: "L'apertura di H&M e la demolizione del palazzo ex Poste hanno chiaramente evidenziato l'idea che i nostri amministratori hanno del centro: un non luogo"

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REGGIO EMILIACome ho già sostenuto qualche tempo fa, l’apertura di H&M e la demolizione del palazzo ex Poste hanno chiaramente evidenziato, come a suo tempo la ristrutturazione di Piazza Martiri 7 luglio, l’idea che i nostri amministratori hanno del centro: un non luogo, non necessariamente scadente da un punto di vista estetico, ma senza identità come i tanti centri commerciali che ormai circondano le nostre città. Che cosa può differenziare l’esagono da un centro commerciale? Cosa può salvarne la peculiarità e il desiderio di abitarvi e di frequentarlo? Le botteghe artigiane ivi insediate.

Gli artigiani sono infatti un unicum che va tutelato e anzi rilanciato nel nostro centro storico. Il loro lavoro a stretto contatto con la gente, la filosofia del riparare e del recuperare i beni, contro quella del consumo e dell’usa e getta, dell’uso dei piccoli spazi contro quella delle grandi superfici, è infatti prezioso e rappresenta un valore che deve unire coloro che hanno a cuore il destino della nostra città. Eppure le loro istanze trovano scarsissimo ascolto: ogni riflessione che abbia ad oggetto il centro porta gli attori dei tavoli di confronto a ragionare quasi esclusivamente in termini di offerta commerciale tradizionale.

Ribadito, come già fatto più volte, che anche i piccoli negozi meritano maggiore attenzione e non devono scomparire, occorre un deciso cambio di rotta: sosteniamo le botteghe attraverso accordi e convenzioni con i proprietari e con adeguate agevolazioni fiscali. Non trasformiamo l’esagono in un agglomerato desolante di catene commerciali in concorrenza con quelle all’esterno: sarà una non città destinata a soccombere, perchè le persone non solo non torneranno ad abitarvi ma, a parità di condizioni, sceglieranno giocoforza le seconde.

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