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Carcere, detenuto morde guardia e poi devasta cella

Il segretario provinciale del Sappe, Michele Malorni: "La professionalità del reparto di Reggio è minata dalla grave carenza di personale che è pari a circa 50 unità"

REGGIO EMILIA – Un tunisino di 28 anni, in carcere per reati di droga, ha aggredito nei giorni scorsi un assistente capo della polizia penitenziaria procurandogli una lesione ad un pollice con un morso. Il poliziotto è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso.

Non contento il tunisino ha danneggiato beni dell’amministrazione penitenziaria, demolendo una camera di pernottamento e minacciando il personale, cercando di scagliare pezzi di ceramica dei lavabi e vetri della finestra.

Scrive il segretario provinciale del Sappe, Michele Malorni: “La Polizia Penitenziaria è intervenuta con professionalità per il ripristino dell’ordine con disciplina e sicurezza, adottando provvedimenti disciplinari e penali. La professionalità del reparto di Reggio è minata dalla grave carenza di personale che è pari a circa 50 unità. Si chiede al ministro Orlando una urgente integrazione con assegnazione, o con invio in missione di risorse anche per gestire meglio il carico di lavoro generato da circa 350 detenuti multietnici presenti e dal processo Aemilia che continua ad essere gestito con professionalità con turni di servizio estenuanti”.

Conclude Malorni: “L’integrazione di risorse promessa all’inizio del processo Aemilia non è mai avvenuta, pertanto si lancia un grido di allarme perché le autorità cittadine competenti in materia di sicurezza possano occuparsene”.