Battaglia liberazione Fabbrico, la Fiom: no a presidi fascisti

Il sindacato chiede al Comune di non autorizzare, in contemporanea, manifestazioni delle destre. La Rigon: "Preoccupata per l'aumento di episodi antidemocratici"

REGGIO EMILIA – Mentre a Reggio Emilia la mozione per negare spazi pubblici ad associazioni che si ispirano al fascismo incassa la benedizione del sindaco Luca Vecchi, la Fiom-Cgil chiede al Comune di Fabbrico “di non concedere a rappresentanze di estrazione fascista l’autorizzazione ad un presidio nei pressi del monumento ai caduti della Battaglia di liberazione di Fabbrico, in contemporanea con la manifestazione pubblica che viene celebrata il 27 febbraio”.

In un ordine del giorno approvato oggi dal direttivo del sindacato, si spiega infatti che “tale richiesta vuole portare questa celebrazione al riconoscimento di chi ha perso la vita per la liberta’ e la democrazia nel nostro paese e contrastare la recrudescenza di azioni di violenza e di razzismo tipiche della cultura fascista”. Insieme alla Cgil, pertanto la Fiom sara’ presente alla manifestazione e operera’ “per sensibilizzare le istituzioni, affinche’ le celebrazioni del 27 febbraio a Fabbrico non vengano offese dalla contemporanea presenza di rappresentanti del disciolto partito fascista, anche nel rispetto della nostra Costituzione”. Sull’argomento interviene anche Roberta Rigon, consigliera in sala del Tricolore e candidata per Fratelli d’Italia alle prossime elezioni.

“Sono molto preoccupata per l’aumento di episodi antidemocratici e tra questi l’intervento a gamba tesa del sindaco a sostegno della mozione del Pd, in spregio al ruolo istituzionale che ricopre e per provare a distrarre i suoi dalla guerra per le candidature”, afferma Rigon. La consigliera ricorda poi: “Mercoledi’ 24 gennaio, alla riunione dei capigruppo in Sala del Tricolore, abbiamo accolto la proposta partita proprio dal capogruppo della maggioranza di non utilizzare il luogo istituzionale del Consiglio comunale per fare campagna elettorale. Evidentemente il sindaco e la sua maggioranza hanno qualche problema di comunicazione o di intenti”. La mozione, conclude Rigon, “e’ anticostituzionale in quanto viola l’articolo 21 e vorrebbe mettere il bavaglio a chi non la pensa come la sinistra”.