Spolpavano aziende, sgominata organizzazione dalla Finanza

Dopo l'arresto di due reggiani, questa volta è stata la volta di F.C., un 38enne di Parma

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REGGIO EMILIA – La Finanza di Modena ha assestato l’ultimo colpo a un’associazione a delinquere specializzata nell’acquisizione di imprese decotte e “successiva distrazione del patrimonio a danno dei creditori” di cui faceva parte anche un reggiano, il 55enne Luigi Predieri, che era finito in manette nel luglio scorso insieme a un suo collaboratore, Silvano Cilloni, un 75enne di Casina.

Ora a finire in manette è stato F.C., un 38enne di Parma con residenza fittizia in Austria, che qualche giorno fa e’ stato catturato dalla Guardia di finanza di Modena, che ha eseguito nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal gip modenese su richiesta del procuratore capo della citta’ emiliana, Lucia Musti, e del pm Marco Imperato.

La banda era ben strutturata. Prima il consulente finanziario che “offriva ai suoi clienti la possibilita’ di trasferire le aziende in crisi all’estero, dopo averle spogliate del patrimonio residuo, per sfuggire alle conseguenze penali del fallimento (operazione ‘Barqueiro’)”. Poi l’imprenditore che “acquistava le aziende emiliane in difficolta’ e le usava per avere dalle banche i soldi per pagarsi la bella vita, lasciando al loro destino i creditori (operazione ‘Last Drink’)”. Infine, il mandante e socio occulto grazie a cui il meccanismo poteva essere messo in moto, che “investiva denaro per ottenere utili come in una normale impresa, ma faceva parte di un’associazione a delinquere”.

Il 38enne F.C. e’ stato preso, fanno sapere le Fiamme gialle, all’inizio di dicembre nei pressi dell’aeroporto ‘Marconi’ di Bologna, dove stava per imbarcarsi “su un volo business che lo avrebbe portato negli Emirati Arabi per qualche giorno di relax”.

Al momento di lasciare l’albergo per recarsi al check-in, F.C. ha pero’ trovato ad ‘accoglierlo’ i finanzieri, che gli hanno notificato l’ordinanza. I militari hanno quindi sferrato un altro colpo “all’associazione a delinquere sgominata a luglio, quando eseguirono 12 ordinanze di misure cautelari nei confronti di Luigi Predieri, 55enne di Reggio Emilia fittiziamente residente a Lisbona, e degli appartenenti al sodalizio a lui riconducibile, specializzato nell’acquisire imprese e nel distrarne il patrimonio a danno dei creditori”.

Le indagini “avevano permesso di accertare le responsabilita’ di Predieri che, tramite una fitta rete di prestanome, era riuscito ad acquisire varie attivita’ lecite, soprattutto nel settore della telefonia e dell’hi-tech”, usandole per “riciclare il denaro derivante dalle bancarotte fraudolente di imprese attive in vari settori e, una volta esaurito il loro compito, trasferite all’estero per sfuggire alle azioni di fallimento”. Le condotte illecite riguardavano, tra le altre, “due societa’ modenesi da cui l’associazione, servendosi di fatture per operazioni inesistenti e cessioni simulate, era riuscita a distrarre l’intero patrimonio, tanto da determinarne il fallimento con passivi, in entrambi i casi, di oltre 45 milioni di euro, di cui gran parte vantati dallo Stato a titolo di imposte evase”.

Tuttavia, nonostante l’ottimo risultato raggiunto con gli arresti di luglio, le Fiamme Gialle hanno continuato ad approfondire i rapporti tra Predieri e altri imprenditori, per “individuare la fonte delle disponibilita’ finanziarie necessarie all’acquisizione delle aziende”.

E alla fine i documenti e i conti correnti, i pedinamenti e altri riscontri nelle province di Reggio Emilia e Parma “hanno permesso di individuare il ‘socio occulto’ e mandante dell’associazione”, vale a dire F.C., il cui ruolo di referente economico “e’ confermato dai benefit che si concedeva, tra cui una Bentley e altri veicoli di lusso intestati alle societa’ a lui riconducibili”. In effetti F.C. “compare in diversi organigrammi di societa’ attive in vari settori, dall’immobiliare al trasporto aereo”. Tra l’altro, il 38enne “risulta presidente di una compagnia con sede a Malta interessata dall’acquisizione delle tratte aeree da e per un aeroporto di un capoluogo di Regione del Centro Italia”.

Proprio grazie “a questa apparenza imprenditoriale”, scrivono i finanzieri, l’associazione riusciva ad acquisire “le partecipazioni di controllo delle societa’ da ‘spolpare’, da cui poi F.C. riceveva, con modalita’ evidentemente illecite, i profitti necessari a mantenere il suo elevatissimo tenore di vita” fatto, tra le altre cose, di vacanze di lusso come quella che stava per prendersi quando le Fiamme gialle gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare. L’ordinanza e’ stata “confermata pochi giorni prima di Natale nella bonta’ probatoria anche in sede di riesame dal Tribunale della Liberta’”.

Si conclude cosi’, per il momento, con l’operazione ‘Last Ring’, la serie di indagini, autonome ma legate tra loro, con cui, negli ultimi mesi, i finanzieri di Modena hanno assestato alla criminalita’ economico-finanziaria emiliana un durissimo colpo. Infatti, concludono i militari, in circa due anni di indagini, partite da accertamenti su quello che sembrava un semplice fallimento di una societa’ di Carpi, “l’intero filone investigativo ha registrato 19 destinatari di misure cautelari personali, 48 indagati, 67 perquisizioni locali (in Italia e all’estero), distrazioni patrimoniali dalle aziende in dissesto per circa 35 milioni di euro, danno all’Erario per imposte non versate per 30 milioni di euro, 80.280 ore di conversazioni telefoniche captate e oltre 2.500 ore di intercettazioni telematiche”.

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