Il rugbista e la modella, una famiglia distrutta

Lui ex azzurro della nazionale e un lavoro nell'officina avviatissima del padre. Lei bionda e bellissima, ma fragile

REGGIO EMILIA – “Cos’ha fatto… cos’ha fatto…”. Il grido di dolore di Andrea Benatti, 38 anni, il marito di Antonella Barbieri, di fronte alla casa di Suzzara dove è stata trovata morta la figlioletta Kim, due anni, soffocata dalla madre, esprime lo stupore e lo sconcerto di un’intera comunità. L’ex rugbista, probabilmente, ancora non sa che la moglie ha ucciso con un fendente al cuore anche il primogenito, Lorenzo Zeus, in un’area golenale di Luzzara. Nessuno ha ancora avuto il coraggio di dirglielo. “Non ci credo a quello che è successo…., non posso crederci…”, dice Andrea.

Eppure è così. Antonella Barbieri, originaria di Carpi, 38 anni, ha distrutto la sua famiglia e la sua esistenza. Quella che sembrava una favola bella, del rugbista e della modella, si è trasformata in un incubo. Antonella, dopo avere frequentato le scuole, ha iniziato a lavorare come nel mondo della moda. Qualche contratto, stage fotografici. Poi il trasferimento a Viadana, dove ha iniziato a lavorare in un negozio di telefonia e poi un’attività nel settore estetico, di ricostruzione unghie. Qui ha conosciuto Andrea Benatti, 38 anni pure lui, viadanese.

Andrea era un campione di rugby. Militava nel Rugby Viadana e fra il 2001 e 2005 era anche nella Nazionale, con il ruolo di terza linea. Nel 2011 si è ritirato per problemi a una retina. I due si frequentano e poi si sposano nel 2010. Poco dopo nasce il primo figlio, Lorenzo, che oggi aveva cinque anni. Il padre di Andrea ha una importante officina meccanica che lavora i mezzi pesanti, la Fratelli Benatti, a Motteggiana, dove lavora anche il figlio.

Andrea ed Antonella vivono a Suzzara, in una casa da poco costruita in stradello Opi, poco distante dal Parco La Quercia, con Lorenzo e la figlioletta Mia, l’ultima arrivata, due anni. Lei, casalinga di 39 anni originaria di Carpi, viene descritta come bionda e bellissima. Ma è una donna fragile: depressione, manie persecutorie, per le quali era in cura da tempo.

Fragilità che emergono anche dalla sua bacheca Facebook dove posta cose tipo “i desideri e l’inquietudine ti hanno fatta chi sei”. Oppure “chi è sensibile, se sa di aver ferito qualcuno si tortura per ore ed ore pensando alla sensazione che gli ha fatto provare. Chi è sensibile dura una fatica immensa. Si dovrebbe aver cura di chi è sensibile, potrebbe morire per una carezza in meno”. Frasi che farebbero pensare, unite al quadro generale, a una depressione da cui possa essere scaturito un raptus omicida.

Il suo profilo Facebook è stato riempito di accuse e frasi durissime nei confronti di Antonella e del gesto che ha fatto. Nessuno può sapere veramente cosa passasse nella sua testa ieri quando la sua vita è deragliata definitivamente. Proprio per questo, forse, in questo momento, sarebbe meglio il silenzio.