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Disastro di Lentigione, situazione da allerta rossa: chi ha avvisato la popolazione?

La procedura prevedeva che i cittadini fossero informati di quello che stava avvenendo, cosa che non è accaduta

REGGIO EMILIA – L’esondazione dell’Enza a Lentigione era veramente imprevedibile? I commissari Massimo Marchesiello, Antonio Oriolo e Giacomo Di Matteo, che sostituiscono il sindaco dopo il commissariamento del Comune per infiltrazioni mafiose, non potevano prendere dei provvedimenti? Quanto ha pesato il fatto che Brescello sia rimasta senza un sindaco nel disastro di Lentigione? Non sono domande peregrine, ma quesiti a cui bisognerà iniziare a dare una risposta dopo che mille persone sono finite sott’acqua all’alba di martedì mattina.

Vediamo la cronologia degli avvenimenti, come peraltro ci è stata segnalata da una nostra lettrice, Elena Benassi. Lunedì il torrente Enza alla stazione di monitoraggio di Sorbolo ha superato il livello di allerta rossa (11 metri) alle 11 del mattino. Lo stesso giorno, alla stazione di monitoraggio di Vetto e di Cedogno, il livello di allerta rossa è stato raggiunto e superato alle 18. La cassa di espansione del torrente Enza ha raggiunto e superato il livello di allerta rossa alle 21.

Cosa significa allerta rossa. Significa che siamo di fronte al “passaggio di una piena eccezionale, con ingenti ed estesi fenomeni di erosione e trasporto solido. Livelli corrispondenti all’occupazione dell’intera sezione fluviale, prossimi ai massimi registrati, o al margine di sicurezza dalla sommità dell’argine (franco arginale)”. Il rischio esondazione è quindi concreto con l’allerta rossa.

A questo punto bisognava attivare la fase di allarme che prevede, per quanto riguarda il rischio idrogeologico-idraulico, l’avvio delle attività previste nei regolamenti dei servizi di piena di competenza di Aipo, Stb e Consorzi di Bonifica. L’Agenzia valuta gli effetti sul territorio e attiva la fase di preallarme o allarme al superamento, anche previsto, dei livelli di soglia, in stretto raccordo con le strutture tecniche operative che effettuano attività di presidio territoriale (Aipo, Stb, Consorzi di Bonifica e Sgss).

L’Agenzia emana l’allerta di Protezione Civile per fase di preallarme o allarme dandone direttamente comunicazione ai Comuni interessati dall’evento oltre agli Enti e strutture tecniche interessati. In queste fasi i cittadini effettivamente a rischio devono essere direttamente informati, e se del caso trasferiti in luoghi sicuri, a cura delle amministrazioni comunali. I sindaci, qualora non dispongano delle risorse per provvedere alle urgenti operazioni di salvaguardia, possono richiedere il supporto della Provincia e dell’Agenzia e, tramite i prefetti, delle strutture operative statali. (leggi qui, da pagina 109 in poi, per quel che riguarda le procedure applicate in Emilia-Romagna)

Il torrente Enza ha rotto gli argini a Lentigione intorno alle 6 di martedì mattina, in corrispondenza di un picco di piena ampiamente anticipato dalle stazioni di monitoraggio. Era dunque prevedibile l’esondazione? Chi doveva occuparsene e avvisare la popolazione? Quali attività sono state messe in campo per rafforzare gli argini? Sono domande che attendono tutte una risposta.