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Autovelox e telelaser, ecco dove sono in provincia

Sono centinaia gli occhi elettronici che, in nome della sicurezza, ci sorvegliano quando ci spostiamo sulle strade reggiane

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REGGIO EMILIA – Sono centinaia gli occhi elettronici che in nome della sicurezza ci sorvegliano quando ci spostiamo sulle strade reggiane. Alcuni controllano solamente la velocità; altri sono dei dissuasori che dovrebbero prevenire comportamenti pericolosi o illeciti; altri ancora tramite la targa riescono a risalire ai dati del veicolo, segnalando la presenza di mezzi rubati e di criminali sul territorio, ma anche individuando illeciti amministrativi quali la mancata revisione del veicolo.

Chi ha il “piede pesante” sull’acceleratore non può che diventare un guidatore virtuoso: dove non arriva la lentezza del traffico che caratterizza molti tratti stradali (non solo urbani del reggiano), è la gimcana tra autovelox e similari a rendere la velocità di marcia molto bassa. Da cinque anni, poi, la situazione ha avuto sensibili cambiamenti.

La legge regionale n. 8 del 19 luglio 2013 sta portando alla ridefinizione nella provincia di Reggio (come del resto in tutta l’Emilia-Romagna) dei Corpi di Polizia Municipale: accanto a quello da tempo strutturato del capoluogo, i servizi dai Comuni vengono trasferiti alle Unioni che sono responsabili sia delle assunzioni degli agenti, che delle dotazioni di strumenti. La complessità della mobilità nel Reggiano rende più che mai necessario prevenire incidenti e reprimere comportamenti scorretti. A ciò si aggiunga che, i tagli pesantissimi dello Stato agli Enti Locali, obbligano a “far cassa” magari anche solo per assumere nuovo personale.

Il portale web della Municipale
Le centinaia di ricorsi e contestazioni contro le multe appioppate tramite i controlli elettronici hanno reso la Polizia più attenta nelle rilevazioni, meno superficiale nel compilare i verbali e ha introdotto dei “trucchi” quali la segnalazione preventiva (proprio come vuole la legge) delle zone in cui verranno installati gli autovelox mobili con le pattuglie. Bellissimo e soprattutto molto utile, in questo senso, il portale web della Municipale di Reggio su cui con notevole anticipo sono indicati giorno per giorno luoghi e orari dei controlli: della serie “e poi non dite che non vi avevamo avvertito”. Molto interessanti anche i siti web dei Corpi di polizia dell’Unione Tresinaro-Secchia e dell’Unione Val d’Enza, che indicano le posizioni delle “colonnine infami” arancioni.

Non è un caso che numerosi siti web, app per cellulare e servizi collegati ai “tom-tom” servano proprio a questo: schivare la scure dei controlli, evitare maxi multe e continuare a correre sulle strade pensando di essere in una monoposto ad un Gran Premio.

Telelaser e Tutor
A Reggio incontriamo tutto il campionario di “macchinette”. Controlli statici con i “telelaser” e controlli dinamici con apparecchi come il “Targa system” e lo “Speed scout” installati sulle vetture di pattuglia. “Tutor” che controllano la velocità media nei tratti autostradali della A1, su entrambe le corsie di marcia (km 122-135 corsia sud e km 125-139 nord), ma anche sulla Sp 5 nella zona tra Reggiolo e Novellara. Diverse centinaia ogni mese i conducenti “pizzicati”; inutile ricorrere a trucchi da leggenda urbana: funzionano h24, anche al buio e anche se si sfreccia davanti alle telecamere alla velocità delle luce. Il tutor di Reggiolo, nella fase sperimentale in cui emetteva solo “verbali amichevoli”, nella prima settimana di attività aveva rilevato ben 1.700 infrazioni, di cui 939 con un superamento di 40-60 km/h rispetto al limite.

Autovelox
Gli autovelox fissi sono assai pochi: meno di venti. Se ne conta uno sulla sp 28 tra Bibbiano e Montecchio, uno sulla ss 63 del Cerreto… I più tremendi sono quelli “bidirezionali” di recente attivazione a Budrio di Correggio, sulla Strada 468 per Reggio (altezza civico 47) e a Rio Saliceto lungo la Strada Provinciale 30 Carpi-Guastalla (al Km 6+400 lato nord direzione ovest ed in corrispondenza del Km 7+250 lato sud direzione est): in giugno, primo mese di attività, hanno emesso circa 12mila multe.

I colonnini infami
I “colonnini infami” arancioni di cui è disseminata la provincia dal Cerreto fino a Boretto si chiamano “Speed check” e sono considerati dissuasori: gli autovelox vi vengono installati a rotazione, e gli automobilisti non sanno mai se dentro alla scatola ci sia o meno una telecamera in funzione. Nati dopo il periodo in cui scorrettamente molte pattuglie agivano come i poliziotti americani da film (nascosti dietro a cartelloni, cassonetti, cespugli…) non sono uno strumento repressivo: dovrebbero piuttosto essere un incentivo a comportamenti sicuri.

I varchi
Altrettanto diffusi sono i varchi: veri e propri portali elettronici dotati di telecamere che, controllando la targa, possono non solo segnalare la presenza di mezzi rubati e di criminali sul territorio, ma anche a illeciti amministrativi quali la mancata revisione del veicolo: sono un po’ ovunque, dalla Val d’Enza (compreso al Casello A1 di Campegine) ai paesi rivieraschi lungo il fiume Po; basti pensare che nell’Unione Terra di Mezzo (comuni di Bagnolo in Piano, Cadelbosco di Sopra e Castelnovo di Sotto) le telecamere di videosorveglianza della Polizia Municipale del comandante Falinio Reggiani sono 58 e di queste 7 (quelle ai varchi) sono in grado di riconoscere le targhe.

I Photo red
Gli incroci semaforici dotati di telecamere per “pizzicare” chi passa col rosso sono pochi. C’è un “Vista red” (chiamati anche “Photo Red” o ironicamente “T-Red”) a Sant’Ilario all’intersezione di via Ferrari con via Podgora (via Emilia zona grattacielo), ma sono concentrati soprattutto in città: tra Viale Timavo/Viale Magenta/Via Guasco; tra via Dalmazia e via Gorizia (ponte sul Crostolo) e tra via Emilia all’Angelo e via Dalmazia; rilevazione automatica delle violazioni anche in Piazzale Tricolore. Questi apparecchi sono spesso oggetto di contestazioni per la scarsa elasticità: passare col rosso o l’arancione è questione di secondi. Il T-Red scandianese tra l’ex statale 467 e viale Martiri della Libertà fece centinaia di “foto” il primo mese di attività… ma forse evitò decine di incidenti.

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