Aumenti Tari, ok in Consiglio tra le polemiche

Minoranze all'attacco: "Costi opachi". Sul rincaro pesano le spese di conferimento all'inceneritore di Parma e il "costo di start up" del porta a porta. Bellentani: "I campi nomadi non pagano la Tari"

REGGIO EMILIA – In Consiglio comunale a Reggio Emilia passa tra le polemiche e due astensioni (Pierluigi Saccardi del Pd e Lucia Lusenti di Sinistra italiana) la delibera sulla tassa dei rifiuti, che aumentera’ nel 2018 tra il 2,7% e il 2,9% circa per le famiglie e del 2,2% circa per le utenze non domestiche. Sul rincaro pesano le spese di conferimento all’inceneritore di Parma e il “costo di start up” del porta a porta che pero’, assicura l’assessore al Bilancio Daniele Marchi, “verra’ riassorbito progressivamente” nel 2019 con l’introduzione della tariffa puntuale.

Ma il clima della seduta in sala del Tricolore, la prima delle tre previste per approvare entro venerdi’ anche la delibera sulle addizionali Irpef, Imu e Tasi, il bilancio delle Farmacie, il bilancio preventivo del Comune, e quello dell’Istituzione Nidi e Scuole per l’Infanzia e’ subito incandescente. La minoranza, che ha respinto in blocco la delibera, ne denuncia l’approvazione lampo e la mancata trasparenza, soprattutto in relazione agli aumenti del costo del servizio rifiuti gestito da Iren.

Il quadro lo fornisce la consigliera civica Cinzia Rubertelli: da 31,4 milioni nel 2014 a 32,3 nel 2015, fino ai 32,5 milioni nel 2016. Infine 31,4 milioni nel 2017 e 36,1 previsti nel 2018, con un aumento secco di 4,7 milioni pari ad oltre il 15%. “Una delibera presentata in rincorsa, non condivisa, un iter tutt’altro che trasparente. Il solito modus operandi, la trasparenza e’ solo uno slogan” afferma Rubertelli.

Rincara la dose Cesare Bellentani che chiosa: “Vogliamo aggiungere che abbiamo imparato che i campi nomadi non pagano la Tari?”. Il Movimento 5 stelle, da parte sua segnala invece “il gioco di conflitti di interessi nel quale come al solito soccombono i cittadini, visto che in Atersir (l’ente regionale che stabilisce le tariffe, ndr) siedono gli stessi sindaci che di Iren sono soci”. I 5 stelle puntualizzano pero’: “Cari cittadini, sappiate che il M5S ha votato contro questa delibera anche a vostra tutela, in quanto non ci e’ stata data la possibilita’ di capire le dinamiche delle cifre che ci verranno addebitate. La trasparenza fa paura al Pd”.

A fronte dell’aumento della tassa rifiuti, rimarranno invece inalterate, per il prossimo anno e il quarto consecutivo, le aliquote dell’imposta municipale propria Imu, del tributo sui servizi indivisibili Tasi e dell’addizionale Irpef proposte dalla giunta. Anche questa seconda delibera e’ stata approvata dalla sola maggioranza di Partito democratico e Articolo 1-Mdp.