Alluvione, Catia Silva: “Adesso partiranno delle denunce”

La storica leghista di Brescello: "Mio marito ha supplicato quelli della protezione civile di fare qualcosa quella sera sull'argine. Lo hanno mandato a quel paese"

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BRESCELLO (Reggio Emilia) – “Faremo delle denunce per quello che è successo lunedì sera. Ne risponderanno quelle due persone della protezione civile che erano sull’argine e che hanno detto, a me e a mio marito, di farci i fatti nostri quando gli abbiamo fatto notare che la situazione era critica, Anche altri faranno denunce, abbiamo già pronto tutto”.

Catia Silva, storica leghista di Brescello, è su tutte le furie. Da giorni sta aiutando a ripulire Lentigione, la frazione dove abita, devastata dalla furia dell’Enza. Stamattina, per esempio, è nella zona industriale. Ma, non appena tutto sarà finito, dice che andrà per avvocati.

Attacca: “L’anno scorso, a Ghiarole, l’hanno fatta evacuare e quest’anno, con l’acqua che era a filo dell’argine, non l’hanno fatto. Doveva essere allagata la zona golenale a Ghiarole e invece lì l’Enza, quella maledetta sera, era praticamente vuoto. Qualcuno mi spiega perché? Quella notte su quell’argine non c’era nessuno. Erano tutti dentro a quella roulotte. Alle nove di sera mio marito li ha supplicati di fare qualcosa, perché aveva capito che stava succedendo un disastro e invece lo hanno mandato a quel paese”.

Catia Silva se la prende anche con il commissario prefettizio Di Matteo. Continua: “Mia sorella giovedì mattina è andata da lui in Comune e le a detto che la colpa non è sua ma di qualcun altro. Allora mi dica di chi è, gli ha chiesto mia sorella. Non le ha risposto”.

 

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