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Alluvione, Bonini: “Non possiamo evacuare ogni volta che c’è un allarme”

Il responsabile della Protezione civile: "Il commissario Di Matteo era con me sugli argini. Abbiamo fatto tutto quello che si poteva fare. Già da oggi la gente potrà rientrare nelle case. Lavoro straordinario dei volontari"

REGGIO EMILIA – “Se tutte le volte che andiamo in allarme e chiudiamo il ponte di Sorbolo, evacuiamo, allora passiamo buona parte dell’autunno e della primavera a mandare via da casa la gente a Sorbolo Levante e Lentigione”.  E ancora: “La quantità di acqua era tanta lunedì scorso, ma non c’erano previsioni attendibili per prevedere a quale quota si sarebbe potuti giungere”.

Volmer Bonini, ex sindaco di Brescello durante la piena del 1972, attualmente responsabile della Protezione civile regionale nonché del coordinamento di Reggio Emilia, replica così alle polemiche di chi dice che l’allarme inondazione doveva scattare prima per evacuare i cittadini di Lentigione. Continua Bonini: “Se noi alle quattro o alle cinque di mattina avessimo detto alla gente di allontanarsi dalle loro case, cosa poteva accadere? Cosa sarebbe successo se l’alluvione avesse trovato per strada gente in auto?”.

E la sera prima non si poteva dare l’allarme ed evacuare? “La sera prima non spetta me dare un giudizio. Ci sono i tecnici e gli amministratori per questo. Non competono a me le valutazioni di carattere tecnico e politico. Oggi si deve lavorare per superare l’emergenza e poi, quando sarà finita, avremo tempo per parlarne”. Infine, sul commissario prefettizio, dice: “Il commisssario Di Matteo c’era sugli argini quella notte ed era alla riunione in prefettura. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare e anche più del necessario”.

Ma Bonini, a parte le polemiche, ci tiene soprattutto a fare il punto della situazione e a parlare del grande cuore dei volontari. Dice l’ex sindaco: “Ad oggi le case del centro di Lentigione sono pulite ed Enel ha iniziato a fornire energia. Acqua e gas non hanno subito danni e sono a posto. Vige ancora l’ordinanza di sgombero, ma già in giornata dovrebbe essere modificata per consentire alla gente di rientrare di giorno nelle proprie case. Lo decideranno in una riunione nel pomeriggio. C’è ancora acqua nelle case via Viazza, via del Porto e via Argine Molino Caselle. Lì stiamo intervenendo mano a mano che i fabbricati si liberano”.

I volontari sul posto sono tantissimi e stanno facendo un lavoro eccezionale. Dice Bonini: “Da giovedì mattina ci sono circa 250 volontari al lavoro. Giovedì sera è ripartita la colonna mobile nazionale e, da venerdì, operiamo con i mezzi della protezione civile regionale della regione Emilia-Romagna. Sono rimaste circa 200 volontari. I ragazzi del gruppo brescellese sono sempre gli stessi e si stanno svenando. Quelli che arrivano da diverse zone della Regione sono invece a rotazione. Abbiamo fatto tutto il possibile per risolvere le problematiche il più velocemente possibile”.

E conclude: “Nel giro di cinque giorni abbiamo risolto molti problemi e oggi si vedono molto meno i segni dell’alluvione. Le case sono state pulite, le strade pure, le fognature disostruite e i fanghi raccolti”.