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Il sindaco Vecchi attaccato dal M5s: “Faccia un passo indietro”

Fantuzzi (Reggio città aperta): "Non voglio strumentalizzare Aemilia. Ma il verdetto politico è negativo su urbanistica, traffico, cultura e maxi progetti"

REGGIO EMILIA –  I grillini intervengono sui fatti che sconvolgono Reggio e si propongono come unici paladini dell’antimafia militante, con un comunicato che mette in un unico calderone il processo Aemilia, i roghi dolosi, le parole dei collaboratori di giustizia. Giulia Sarti (capogruppo del Movimento 5  Stelle in Commissione antimafia), l’onorevole Maria Edera Spadoni, Alessandra Guatteri (capogruppo M5S in Comune a Reggio) e Gian Luca Sassi (consigliere regionale) in un lungo comunicato attaccano anche il sindaco di Reggio e sua moglie, il dirigente pubblico Maria Sergio. “Solo chi ha occhi foderati di prosciutto non vede che siamo in una situazione da allarme rosso, le mafie generano ferite  ancora più gravi degli enormi problemi di microcriminalità , la ‘ndrangheta distrugge profondamente il tessuto democratico, sociale ed economico della nostra comunità”, dicono: “Il Movimento 5 Stelle nella lotta alle mafie si è sempre messo al fianco, senza bandiere, anche di persone di forze politiche diverse che l’hanno combattuta e la combattono: pensiamo al sindaco Enrico Bini (indipendente Pd) ma anche Catia Silva (Lega Nord) a Brescello a cui è sempre andata la nostra solidarietà. Ora dobbiamo essere uniti, onesti intellettualmente e decisi:  è ora che chi ha zone d’ombra in quei partiti, pensiamo alla classe dirigente del Pd che governa e ha governato Reggio Emilia cementificandola a più non  posso con amicizie, frequentazioni, parentele,  faccia un passo indietro. Ne va la tenuta democratica e sociale di Reggio”. Come dire: “sindaco, dimettiti”.

Gli esponenti del M5S ricordano anche che “Un mese fa, con gli incendi di auto a Reggio Emilia e in provincia denunciammo il ritorno del braccio violento della ‘ndrangheta e chiedemmo una nuova stagione di “pugno di ferro’ ad iniziare dalle interdittive antimafia seguendo lo stile del prefetto Antonella De Miro. Ora l’omicidio a Reggiolo, con ogni probabilità la dimostrazione che le cosche sono vive, nonostante l’ottimo lavoro delle forze dell’ordine e della Procura e Antimafia con Aemilia, con collaboratori di giustizia (giudicati persone affidabili dalla Procura Antimafia di Bologna ) che in aula stanno facendo emergere particolari inquietanti. Parliamo di dichiarazioni in aula durante il processo sull’appoggio trasversale delle cosche dalle campagne antiche e recenti per Forza Italia fino alla campagna elettorale a favore di Luca Vecchi con le parentele scomode della moglie ex dirigente all’urbanistica di Reggio ora a Modena, Maria Sergio (ricordiamo in sequenza  il fratello del nonno che era il boss “‘O Feroce”, e due cugini Valerio e in ultimo Eugenio Sergio entrambi coinvolti in Aemilia)”

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Il sindaco di Reggio, ormai abituato a indossare l’elmetto, viene attaccato anche da Francesco Fantuzzi di “Reggio città aperta”, che in una nota diffusa stamane scrive:  “A prescindere da Aemilia, Vecchi è corresponsabile della storia di una città che ora si ritrova nella difficile situazione che stiamo vivendo, avendo perso di vista l’attenzione alla qualità della vita e spingendo al contrario su grandi progetti insensati per la salute e l’ambiente, nonchè meramente propagandistici e autocelebrativi”.

Fantuzzi fa solo cenno al processo Aemilia e alle dichiarazioni del pentito Muto, e spiega: “Non intendo strumentalizzare in alcun modo la vicenda: attenderemo le risultanze processuali. Ma ritengo che Vecchi si sia già dimostrato non all’altezza di un compito e di una responsabilità così importante come quella che ricopre: questi tre anni e mezzo e i precedenti sette come capogruppo lo dimostrano ampiamente. Lo stesso clima che si è creato attorno al processo non è invero casuale, ma figlio di una gestione pluriennale della città dalla quale Vecchi non si è affatto smarcato, nonostante i rassicuranti proclami di discontinuità”.

Fantuzzi poi parla di un verdetto di bocciatura politico e non processuale sintetizzato in 5 punti: “Vecchi non si è mai opposto al sacco edilizio che accompagna il processo, il cui risultato sono oltre 9.000 appartamenti vuoti e uno scempio urbanistico che con le sue periferie cresciute a dismisura rende la nostra città una delle più motorizzate e inquinate d’Italia; non pago, non ha fatto nulla per arrestare l’ennesimo inutile consumo di suolo rappresentato da Via Luxemburg”. Poi “ha promesso in campagna elettorale l’acqua pubblica e poi, chissà per quale motivo, ha fatto marcia indietro”; “intende portare a compimento due progetti incomprensibili e devastanti per la città, ovvero la mega Arena eventi al campovolo e l’impianto per la produzione di Biometano a Gavassa”;  “non ha un’idea, una visione di città, di tutela del centro storico e del nostro patrimonio artistico e culturale”; “ha avallato, come capogruppo, il devastante parcheggio interrato di Piazza della Vittoria, progetto che al di là delle qualificazioni estetiche costerà alla collettività milioni di euro per i box invenduti”; “non ha mai cercato un dialogo autentico e costruttivo con la cittadinanza”.