Reggiolo, gli bruciano l’auto e poi lo uccidono a colpi di pistola fotogallery

La vittima è Francesco Citro, 31 anni, autista, padre di due figli, che viveva a Villanova

REGGIOLO (Reggio Emilia) – E’ stato ucciso a colpi di pistola davanti a casa il 31enne Francesco Citro, 31 anni, originario della Calabria ma residente a Villanova di Reggiolo, in provincia di Reggio Emilia. I killer gli hanno dato fuoco all’auto. Poi, tre ore dopo, gli hanno teso un agguato davanti a casa:  è stato raggiunto da diversi colpi di pistola sparatigli a bruciapelo. Potrebbe trattarsi di un delitto legato alla criminalità mafiosa: le modalità aprono anche questa pista, tanto più che la sua era la terza vettura data alle fiamme in nove giorni nella zona.

 Citro era nato a Cariati (CS) da una famiglia originaria di Torre Melissa (Crotone) che una trentina di anni fa si era trasferita nella Bassa, tanto che Francesco aveva frequentato l’Ipsia “Vallauri” di Carpi. Padre di due piccini (Chiara di due anni e un maschietto di 7, Carmine), era camionista nella ditta “Melli Gaetano” di Codisotto (Luzzara), che lavora nel settore dello smaltimento di scarti di macellazione.

Da sei anni viveva con i bimbi e la moglie Milena Di Rosa (originaria di Montecchio in Val d’Enza), un complesso residenziale con una trentina di appartamenti a ferro di cavallo chiamato “Corte Agnese” , in via Papa Giovanni XXIII a Villanova. A poche centinaia di metri dalla chiesa della frazione, vicino ai campi sportivi, a un chilometro dal casello autostradale della A22 del Brennero – forse una delle vie di fuga del (o dei) killer.

Dopo le 20 di ieri giovedì 23  novembre ignoti avevano dato alle fiamme la sua Volkwagen Golf. Il giovane era uscito con un estintore per spegnere le fiamme ed era stato aiutato  da un amico. Prima, ignoti, gli avevano bruciato l’automobile. Sul posto erano arrivati vigili del Fuoco da Guastalla e altri distaccamenti della Bassa, oltre ai carabinieri di Reggiolo. I militari avevano raccolto la denuncia di Citro e della consorte, a cui l’auto era intestata.

I vicini erano sconvolti non solo per il fatto in sé, gravissimo, ma perché i Citro erano considerati una delle famiglie più gentili e benenducate della zona, dove tutti adoravano i bambini.

Secondo una prima ricostruzione operata dai carabinieri, i ignoti incendiari si sono recati con una tanica di benzina in via Papa Giovanni e hanno appiccato il fuoco alla Golf, parcheggiata davanti al portone del garage sul fronte strada della palazzina. Quindi si erano dati alle fuga. Meno di tre ore dopo, quando nella zona era tornata la tranquillità, almeno una persona armata di pistola è entrata nella corte interna del complesso residenziale e si è sono presentata davanti alla porta di Citro che, richiamato da urla,  ha aperto la porta di casa per uscire.  Non ha fatto in tempo nemmeno ad arrivare sul pianerottolo: è stato freddato con  vari colpi di arma da fuoco sulla soglia, davanti alla moglie atterrita.

I vicini non hanno fatto caso agli spari; c’è anche chi ha pensato potesse essere un nuovo incendio o botti legati al rogo della Golf. L’allarme è scattato quando la vedova si è sporta alla finestra urlando e chiedendo aiuto. Inutili i soccorsi: il 31enne era stato ammazzato con spari a bruciapelo. “Una scena orrenda, da film”, dice un vicino, tra i primi ad accorrere.

Sul posto sono arrivati automedica e ambulanza, ma per il giovane non c’era più nulla da fare. I carabinieri, con i tecnici della Scientifica, il medico legale e il sostituto procuratore Valentina Salvi sono arrivati a stretto giro.

L’autopsia è in programma già domani, sabato 24 novembre.