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Reggiolo, auto fu bruciata dove abitano i genitori della vittima foto

Nove giorni prima dell'assassinio di Francesco Citro, in via Paisiello a Reggiolo era stata incendiata l'auto dell'imprenditore edile Giuseppe Mesoraca

REGGIOLO (Reggio Emilia) – In via Paisiello a Reggiolo abitano Carmine Citro, una vita nell’edilizia, e Antonietta Cortese, genitori di Francesco, il camionista di 31 anni ucciso giovedì notte nella frazione reggiolese di Villanova. Proprio in quella strada il 15 novembre scorso era stata bruciata un’Alfa: ignoti gli incendiari. Il proprietario è Giuseppe Mesoraca, calabrese ed imprenditore edile.

Forse è solo una coincidenza, ma è inquietante constatare che 9 giorni dopo un altro rogo di auto sia stato il preludio di un omicidio che ha tutte le caratteristiche di un delitto di mafia.

Un secondo rogo è invece avvenuto in via Gavello alle 3.30 della notta tra lunedì 20 e martedì 21 novembre. Viene bruciata la Volkwagen Polo di proprietà di Antonella Angeli, 55 anni, dipendente di Coopservice. La donna avrebbe spiegato agli investigatori di aver litigato con una persona; il marito è un ex dirigente della Cooperativa Muratori Reggiolo contro il quale in passato a Luzzara erano stati  diffusi dei volantini anonimi.

Il terzo rogo è quello della Volkwagen Golf di Francesco Citro, che ha preceduto di tre ore l’assassinio del giovane.