Qualità della vita, Reggio sale al sedicesimo posto in Italia

La risalita nella classifica del Sole 24 ore e' legata all'ottima performance sul fronte del lavoro e delle imprese. Il sindaco Vecchi: "Viaggiamo a un ritmo diverso, più veloce, rispetto al resto d'Italia"

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REGGIO EMILIA – Scende Bologna, sale Reggio Emilia, che, assieme a Forli’, si sposta nella top 20 del ‘Sole 24 ore’. Il quotidiano di Confindustria ha pubblicato oggi lo studio annuale sulla qualita’ della vita nei 110 capoluoghi italiani. Ebbene, dall’indagine, che tiene conto di 42 indicatori (lavoro, cultura, sicurezza, ricchezza, servizi e demografia), salta agli occhi la discesa di Bologna, che dall’ottavo posto cade al 14esimo, perdendo sei posizioni e uscendo dalle prime dieci in una classifica dominata dalle citta’ dell’estremo nord del Paese (Belluno, Aosta, Sondrio, Bolzano e Trento svettano).

Reggio Emilia, di contro, guadagna ben 11 posizioni e si piazza al 16 posto (al 15esimo secondo un’altra classifica di Italia Oggi), seguita a stretto giro da Forli’. Gli altri capoluoghi emiliano-romagnoli si distribuiscono tra le 22esima posizione di Parma e la 45esima di Ferrara. Bologna, vista dal fronte del lavoro, dei servizi e della ricchezza, resta nelle prime posizioni. A pesare sul risultato finale il basso punteggio ottenuto alla voce ‘sicurezza e giustizia’: la capitale emiliana e’ 105esima su 110 citta’.

Nel dettaglio, Bologna e’ centesima per numero di rapine ogni 100.000 abitanti, 101esima per truffe e frodi informatiche, 108esima per scippi e borseggi, 106esima per furti in abitazione. La metropoli felsinea e’ quinta, invece, per la qualita’ dell’ambiente e dei servizi e per le opportunita’ di lavoro legate all’alto tasso di occupazione (seconda in Italia), la bassa percentuale di dosoccupazione giovanile (quinta posizione) e alla densita di start up innovative. Sul fronte ricchezza e consumi Bologna si piazza all’11esimo posto (terza per Pil pro capite, settima per l’importo delle pensioni e per i depositi bancari).

La risalita di Reggio Emilia nella classifica del Sole 24 ore e’ legata all’ottima performance sul fronte del lavoro e delle imprese. Il capoluogo emiliano e’ terzo in Italia e supera Bologna, soprattutto grazie al numero di imprese registrate ogni 100 abitanti, la quota di export sul Pil. Anche la demografia premia Reggio, decima in Italia, in particolare grazie a un alto tasso di natalita’, al rapporto tra gli over 64 e gli under 14 e alle acquisizioni di cittadinanza. Bene anche sul fronte ricchezza e consumi, in virtu’ di un pil pro capite tra i piu’ alti d’Italia (decimo posto) e una robusta consistenza dei depositi bancari.

Reggio Emilia e’ 55esima per la qualita’ di ambiente e servizi (prima a livello nazionale per spesa in farmaci, 345,1 euro per abitante), 66esima nella categoria ‘cultura e tempi libero’, 44esima per l’indice della sicurezza. Diciottesima piazza per Forli’, che raggiunge punteggi alti per gli indicatori demografici, quelli relativi all’ambiente e ai servizi e quelli su imprese e lavoro. Stabile Parma al 22esimo posto, con performance tra le prime dieci per la qualita’ di ambiente e servizi e per occupazione e vivacita’ imprenditoriale, mentre nella classifica della sicurezza e’ solo 90esima.

Ravenna perde, invece, ben undici posizioni e si piazza al 23 esimo posto: la citta’ bizantina ottiene la migliore posizione per l’indicatore che riguarda lavoro e imprese (e’ ventesima) e ha una qualita’ di ambiente e servizi riconosciuta (24esima). La migliore prestazione e’ alla voce ‘demobrafia’ (52esima) a causa di un altro indice di anziantita’ e la bassa percentuale di laureati residenti.

Scendendo la graduatoria, al 26esimo posto si trova Modena, che, come Ravenna, ha perso 11 posizioni: citta’ ricca (e’ quarta in Italia per pil pro capite) e laboriosa (settima alla voce imprese e innovazione), il capoluogo della Ghirlandina paga sul fronte della sicurezza (e’ 81esina in Italia) e non brilla per le attivita’ legate alla cultura e al tempo libero (56esima). Ventisettesimo posto nella classifica del Sole 24 ore per Rimini, che guadagna sei posizioni. La capitale della Riviera svetta per l’offerta di svago: e’ settimana in Italia, seconda per numero di librerie in rapporto agli abitanti, sesta per la percentuale di ristoranti e bar, seconda per il numero degli spettacoli.

Le note dolenti arrivano quando si analizzano gli indicatori della sicurezza: Rimini e’ 101esima, addirittura ultima (centodecimo posto) per il numero di scippi e borseggi e 106esima per l’incidenza delle rapine. In coda al drappello delle citta’ emiliano-romagnole, Piacenza, 35esima (+13 posizioni), che da’ il meglio di se’ dal punto di vista degli andamenti demografici (27esima) e delle attivita’ imprenditoriali, ma si colloca nelle parti basse della classifica legata alla sicurezza.

Chiude Ferrara, al 45esimo posto, in risalita dal 58esimo della passata edizione del report, con buoni punteggi per la ricchezza (17esima) e la sicurezza (21esima), ma con un anadamento demografico penalizzatante a causa della alta percentuale di persione anziane (106esimo posto) e della bassissima natalita’ (107esima).

Il sindaco Vecchi: “Viaggiamo a un ritmo diverso, più veloce, rispetto al resto d’Italia”
“Le graduatorie sulla qualità della vita nelle città italiane di due importanti quotidiani nazionali – il Sole 24 Ore e Italia Oggi – collocano Reggio Emilia e provincia in ascesa, nei primi 15 posti in Italia. Questo è merito della città e dei suoi cittadini, dello sforzo che hanno fatto e stanno facendo per contrastare gli effetti della crisi che ha colpito tutto il Paese negli anni scorsi. Lette nel dettaglio queste indagini rivelano come ci si stia avviando, grazie al lavoro del pubblico e del privato, su una strada positiva sia da un punto di vista economico così come sul profilo che attiene l’occupazione. Su questo i numeri sono inequivocabili. Ma segnali importanti giungono anche sul fronte della qualità ambientale e della sicurezza, dove i numeri dicono che le cose vanno meglio rispetto ad alcuni anni or sono.
Reggio Emilia, lo ripetiamo spesso, ha dovuto negli anni della crisi fare i conti con nuove fragilità e nuove sofferenze, ma ha anche avuto la forza, ognuno per le proprie specifiche competenze, di innovarsi e di ripensare al proprio modello di sviluppo. Oggi la nostra città e la nostra provincia viaggiano a un ritmo diverso, più veloce, rispetto al resto d’Italia. Ciò vale sia per Reggio Emilia che per la Regione Emilia-Romagna più in generale. Un impegno che coinvolge tantissimi attori che hanno avuto la capacità di operare in molti casi in modo concertativo e che, ne sono sicuro, continueranno a muoversi in questo senso anche negli anni a venire”.

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