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Le rubriche di Reggiosera.it - Interventi

“Miglioramento qualità aria, così il sindaco ci prende in giro”

Il signor Molteni: "Fra Arena Spettacoli, Conad di via Luxemburg e impianto biometano le politiche della sua giunta vanno in una direzione contraria"

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REGGIO EMILIAIl sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, in una recente intervista, ha affermato che la sfida ambientale relativamente alla qualità dell’aria non potrà essere vinta “se non all’interno di un grande piano che coinvolga le quattro regioni più produttive del nord, che attragga risorse imponenti per una nuova mobilità e per un salto nell’efficientamento energetico di tutti gli edifici.”

Vecchi ha senz’altro ragione, l’ormai urgente miglioramento della qualità dell’aria che respiriamo non può dipendere solo dalle scelte locali: per invertire la tendenza e cercare di diminuire i decessi e le gravi patologie legate allo smog occorre una visione strategica più ampia.

Quello che il sindaco omette di spiegarci è perché le scelte della giunta che presiede vadano in direzione ostinata e contraria a tale miglioramento. Negli ultimi mesi sono stati discussi almeno tre progetti, di cui se non erro i primi due approvati, che di ambientale non hanno proprio nulla: l’Arena Spettacoli al Campovolo (la più grande d’Europa?), il nuovo centro commerciale Conad di via Luxemburg e l’impianto di biometano da rifiuti che Comune di Reggio e Iren vorrebbero costruire su un’area rurale alle porte della città.

Chissà cosa si aspetta il sindaco Vecchi da questa nuova ondata di cementificazione e di ulteriore traffico di automezzi privati nonché di centinaia di TIR (per i rifiuti)… forse un miglioramento della qualità dell’aria? Considera l’approvazione di tali progetti una battaglia vinta nella “sfida ambientale”? Sarebbe meglio non prendesse in giro i cittadini di Reggio Emilia, che da parte loro dovrebbero finalmente prendere coscienza che l’unico modello di sviluppo che questa amministrazione riesce a perseguire è quello attuale, distruttivo per l’ambiente e per gli abitanti, e che nessuna evidenza epidemiologica, seppur drammatica, le farà invertire la rotta.

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