Eternit, inizia il troncone campano del processo

I sindacati a Napoli. A Reggio convegno nazionale promosso dalla Cgil sull'odissea giudiziaria infinita e la sete di giustizia delle famiglie

REGGIO EMILIA E NAPOLI – Cgil, Cisl e Uil saranno presenti al presidio che si svolgerà, lunedì 27 novembre nel piazzale antistante la sede del tribunale di Napoli, in occasione della prima udienza del processo per le morti di Eternit Spa, produttrice di manufatti in amianto che aveva stabilimenti a Napoli Bagnoli, Casale Monferrato (Alessandria), a Reggio Emilia e a Cavagnolo, in provincia di Torino. Il sindacato sarà con le associazioni delle vittime amianto per ottenere un processo “esemplare” ai vertici della Eternit. Un procedimento giudiziario che è il risultato di 20 anni di lotte sindacali sui problemi che riguardano l’ambiente e la sicurezza nei luoghi di lavoro, di tanti lavoratori e cittadini.

A Reggio invece per venerdì 1 dicembre è in programma un importante convegno di respiro nazionale organizzato dalla Camera del Lavoro provinciale con la Cgil nazionale e quella regionale insieme all’FeVA, Associazione familiari e vittime dell’amianto. L’iniziativa si svolgerà dalle ore 9 alle 17, nella sede del sindacato. Eloquente il titolo:  “Processi d’amianto: Un’odissea infinita – Tra perizie e sentenze in contrasto per migliaia di vittime e dei loro familiari”.

La questione centrale su cui si snoderà il dibattito è: “Per ottenere giustizia occorre un riordino legislativo o il diritto penale deve volgersi verso nuovi profili di causalità?” A concludere la giornata ricca di interventi e contributi competenti e preziosi Maurizio Landini, della segreteria nazionale Cgil. La tavola rotonda “Riconquistare la giustizia” sarà presieduta dal Giorgio Mottola di “Report”.  Tra le relazioni, da segnalare quella delle ore 9.15 “Le sentenze e gli sviluppi dei processi in Italia dal primo Eternit ad oggi”, a cura di dell’avvocato Federica Riccò; “Lo scontro giurisprudenziale nei processi penali sull’amianto” (Laura D’Amico, avv. penalista Torino); “La certezza della diagnosi di mesotelioma nella prospettiva del processo penale”, del dottor Carmine Pinto (primario Oncologia medica del S. Maria Nuova); “Tumori professionali ieri e oggi. Giustizia e prevenzione”, a cura del medico legale Leopoldo Magelli; “I processi d’amianto in Emilia visti dalla parte delle vittime”, intervento di Andrea Caselli (presidente Afeva Er).

Il maxi processo di Torino per i morti d’amianto alla Eternit esattamente un anno fa era stato “spacchettato” in quattro dal Gup Bompieri, uno per ognuna delle città che ospitavano gli stabilimenti. Inoltre, il procedimento a carico dell’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny era regredito alla fase delle indagini preliminari. Il magistrato inoltre aveva detto che l’accusa verso il magnate andava derubricata da omicidio volontario a omicidio colposo ma con l’aggravante dalla “previsione dell’evento” cioé che i lavoratori a contatto con l’amianto potessero ammalarsi di mesotelioma pleurico, un letale tumore ai polmoni. A Reggio erano stati trasmessi i fascicoli per due morti, a Casal Monferrato 243, e 8 a Napoli. Un altro filone del processo a Schmidheiny si era concluso con un nulla di fatto: l’accusa era di disastro doloso per oltre 2000 vittime.