Documenti falsi per immigrati, nei guai un dipendente comunale

Denunciato un 48enne dell'anagrafe di via Toschi insieme a due pakistani. Perquisizioni e sequestri negli uffici e in un appartamento in zona stazione che fungeva da pensione abusiva

REGGIO EMILIA – Un dipendente comunale 48enne dell’anagrafe è stato denunciato per omessa denuncia di reato e concorso in falsità materiale commessa da Pubblico Ufficiale in atti pubblici. Insieme a lui sono finiti nei guai due pakistani, un 30enne e un 33enne abitanti in città, che sono stati denunciati per reati di falsità materiale commessa da privato, uso di atto falso, falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sull’identità personale, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sequestri sono stati effettuati dai carabinieri all’anagrafe di via Toschi.

E’ quanto è uscito nell’ambito di attività d’indagine e monitoraggio dei flussi nella nostra provincia di stranieri, provenienti dalle cosiddette aree sensibili sotto il profilo eversivo, da parte dei carabinieri del nucleo informativo del comando provinciale, coadiuvati dai militari del nucleo investigativo e della compagnia carabinieri di Reggio.

Una perquisizione domiciliare è stata effettuata anche in un’abitazione nella zona della stazione ferroviaria, controllata per il sospetto viavai di stranieri registrato dai carabinieri del Nucleo Informativo reggiano, reparto che, in ambito provinciale, rappresenta la naturale promanazione territoriale del Ros, con il quale vengono concordate tutte le iniziative per quanto concerne il contrasto all’eversione interna ed internazionale.

La perquisizione, che ha escluso il contesto terroristico, ha portato al rinvenimento e al sequestro di alcune carte d’identità contraffatte ed un computer portatile ora al vaglio del personale specializzato. Durante le operazioni è stata trovata e sequestrata documentazione contabile dalla quale risultava che quell’abitazione fungeva anche da struttura ricettiva per immigrati, con tanto di tariffe per l’affitto di un singolo posto letto che arrivavano sino a 150 euro.

All’interno dell’abitazione i carabinieri oltre ai due proprietari di nazionalità pakistana hanno identificato altri 6 connazionali, tutti regolarmente soggiornanti nel territorio nazionale, “ospitati” in quella che si è rivelata a tutti gli effetti una “pensione” abusiva per cittadini stranieri gestita dagli indagati. Le prime risultanze investigative hanno portato ad accertare a vantaggio dei due proprietari emolumenti in nero quantificati in circa 20mila euro. Al riguardo sarà interessato il competente Ufficio delle Agenzie delle Entrate per le opportune verifiche e il recupero dei tributi evasi correlati agli affitti in nero.

I carabinieri, per recuperare le matrici dei documenti di identità alterati, hanno eseguito un sequestro anche all’Ufficio Anagrafe di via Toschi che ha portato al rinvenimento ed al sequestro di documentazione utile per l’accertamento dei fatti e la prosecuzione delle indagini.