Treni locali sporchi e in ritardo, sindaci e utenti in rivolta

I sindaci della Val d'Enza raccolgono firme fra i cittadini per un documento che ipotizza pure le dimissioni dei vertici dei trasporti regionali. Il sindaco Carletti: "Disorganizzazione, mancanza di ascolto e treni dell'età matildica"

REGGIO EMILIA – Treni vecchi, inquinanti e sporchi, fermate non presidiate, un sistema di informazione agli utenti inesistente. E ritardi e disagi subiti con cadenza quotidiana da centinaia studenti, famiglie e pendolari a causa della mala gestione di una struttura tecnocratica che non risponde alle esigenze della cittadinanza e non rende conto nemmeno alla compagine politica che l’ha espressa. E’ questa la situazione drammatica e ormai cronica del servizio ferroviario locale nel reggiano, in particolare nell’area montana e della Val d’Enza, dove l’esasperazione che si trascinava da anni è esplosa recentemente con l’inizio del nuovo anno scolastico. Insieme ai cittadini, anche le amministrazioni comunali, che hanno intrapreso una serie di azioni clamorose dopo che soluzioni e un percorso concordato da tempo sono stati completamente disattesi dai gestori Fer e Tper.

Ne abbiamo parlato con Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano, uno dei protagonisti della inedita protesta, che a nome dei colleghi dell’Unione Val d’Enza (San Polo esclusa) ci racconta come nei giorni scorsi si sia decisa un’iniziativa di raccolta firme tra i cittadini a sostegno di un durissimo documento che arriva a ipotizzare le dimissioni dei vertici delle due aziende pubbliche di trasporti regionali. Già oltre mille le firme raccolte

“Siamo approdati a questa decisione a causa delle ricadute fortemente negative della disorganizzazione e della mancanza di ascolto delle aziende. Abbiamo riscontrato un atteggiamento non più sopportabile di lontananza dal territorio, di pressapochismo nell’affrontare le questioni da noi poste, di superficialità e quasi di inconsapevolezza delle esigenze della comunità – sottolinea Carletti – Ci sono due livelli di problematiche: quello della gestione ordinaria del servizio, e quello più strategico della programmazione degli investimenti. Da anni si chiede la puntualità dei treni, il rispetto delle esigenze di chi viaggia sulle nostre tratte per lavoro, studio e turismo. Fin dall’inizio del nostro mandato, nel 2014, in questo percorso, sono stati pienamente coinvolti Act e l’Agenzia per la mobilità, avanzando proposte concrete e chiedendo interventi per garantire un servizio efficiente. Abbiamo chiesto puntualità e di informare per tempo la cittadinanza di eventuali ritardi, scioperi e disservizi estemporanei”.

Il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti

Visto il permanere dei disagi, “nel luglio di anno fa abbiamo incontrato l’assessore regionale Raffaele Donini e percorso con lui la tratta Reggio–Ciano. In questa occasione come sindaci abbiamo evidenziato i problemi della linea e aver ottenuto il suo impegno per investimenti importanti… Chiediamo semplicemente di dare attuazione in tempi certi e rapidi a questi impegni. Nel corso di tutto il 2016 e nei primi mesi del  2017 si sono verificati altri disservizi e problemi. Nessuna soluzione concreta alle nostre sollecitazioni”. I casi più clamorosi si sono verificati proprio il primo giorno di scuola, il 15 settembre scorso, e un paio di settimane dopo: i treni non sono partiti. In un’occasione è bastata l’assenza per malattia contemporanea di due macchinisti per paralizzare al mattino l’intera tratta.

“Telefonate, email, l’intervento dell’Act, il nostro atteggiamento dialogante e responsabile… Nessuna risposta – prosegue il sindaco di Bibbiano – Il servizio ordinario è carente. E dunque siamo stati costretti a prendere una posizione dura, inusuale per noi sindaci. Chiediamo soluzioni concrete per i nostri cittadini, anche nel contesto di una situazione di traffico e conseguente inquinamento molto difficile in cui il trasporto su rotaia deve svolgere in tutta la regione una parte strategica, proprio come la Regione afferma nei suoi documenti programmatici”.

Carletti ricorda che non solo i treni e gli autobus sostitutivi (quando ci sono) sono spesso in ritardo e sovraffollati ma che “nel 2017 in un territorio avanzato come l’Emilia-Romagna non esiste un sistema di informazione per avvertire in tempo reale i viaggiatori eventuali ritardi e modifiche degli orari”. Ad esempio al bivio di Barco, snodo passeggeri centrale dove si incrociano corriere e treni, il pannello c’è ma non è acceso e collegato alla rete telematica. E qui si innesta il secondo ordine di problemi: “La Regione ha messo giustamente al centro il ferro e deve essere conseguente anche su questa tratta. Sono necessari l’elettrificazione della linea; il proseguire con la messa in sicurezza dei passaggi a livello; il rinnovo almeno parziale di carrozze e d’un parco macchine rotabili che in certi casi risale… all’età matildica”. Investimenti strategici promessi, che in altri distretti procedono. Il sindaco Carletti – ricordando l’importanza strategica di questo territorio (senza dimenticarne le potenzialità sul piano turistico), strigmatizza l’approccio burocratico delle due aziende di trasporti: “Noi siamo ogni giorno in prima linea, al mattino riceviamo le telefonate e i messaggini dei nostri cittadini arrabbiati, viviamo nel mondo reale a contatto con i problemi”.

La stazione di Barco

A Bologna è come se si fosse creata una distanza tra i vari livelli istituzionali e politici. Da qui la decisione di alzare l’asticella e chiedere, se non ci saranno passi concreti da parte di Fer e Tper, le dimissioni dei vertici. In molti auspicano l’intervento di reggiani con ruoli politici di primissimo piano – dall’ex sindaco Andrea Rossi ai consiglieri reggiani. Yuri Torri (Sinistra italiana) ha appena presentato una interrogazione a risposta scritta cui la giunta Bonaccini dovrà a breve rispondere, mentre Sassi (M5s) ha di fatto denigrato l’iniziativa dei primi cittadini per attaccare il cortocircuito tra enti locali di centrosinistra e le aziende.