Nuova società acqua, i paletti dei Comitati

Presentate proposte su bando per la scelta del partner privato

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REGGIO EMILIA – Dopo la decisione di Iren di trasferire il laboratorio di analisi del ciclo idrico, i comitati per l’acqua bene comune di Reggio Emilia tornano alla carica con una serie di proposte sulla gara di affidamento del servizio. In particolare entro fine 2017 si dovra’ definire il capitolato con cui si andra’ alla cosiddetta “gara a doppio oggetto” per selezionare il “partner operativo” di minoranza della futura “societa’ mista” pubblico privata che gestira’ l’acqua provinciale. Questo nell’ambito del progetto concordato dai sindaci del territorio, dopo aver scartato l’ipotesi di affidamento “in house” che, continuano a dire i comitati “era tecnicamente possibile ed economicamente sostenibile”.

Intanto oggi, proseguono gli ambientalisti “dopo ormai due anni si ignorano i contorni ancora troppo vaghi e ambigui della nuova societa’” e “mentre i sindaci, Luca Vecchi in testa, ritardano sempre di piu’, anche incomprensibilmente, qualsiasi pronunciamento in merito, il gestore uscente, ovvero Iren non sta certo a guardare e procede imperterrita nei suoi processi di ristrutturazione e riorganizzazione interna che passano anche per il decentramento, lo spostamento e il taglio di servizi e funzioni sul nostro territorio”.

La multiutility, aggiungono i comitati “e’ un’azienda sempre piu’ slegata dal territorio e che non ha piu’ nulla a che vedere con i lontani ricordi della ex municipalizzata da cui purtroppo e’ sorta”. Da queste considerazioni i cittadini avanzano una serie di proposte da inserire nel bando bando di gara in cui si propone, ad esempio un “partenariato privato al minimo di legge” per arrivare a determinare una newco 70% pubblica e 30% privata, che viene indicata come “soluzione di maggior salvaguardia”.

Si chiede poi che l’affidamento sia tra i 15 e i 20 anni, contro i 25 di norma praticati. Inoltre “gli utili devono essere tutti reinvestiti esclusivamente nel servizio, gli investimenti non devono calare e le tariffe non devono aumentare come negli ultimi anni”, mentre “dalla bolletta ai bilanci dev’essere tutto il piu’ chiaro possibile”. Infine si propongono “nuovi livelli partecipativi e di rappresentativita’ territoriale e sociale, con lavoratori, cittadini utenti e parti sociali nel cda della newco”, una clausola per la tutela dei dipendenti e una “clausola di reversibilita’”, per valutare se al termine della concessione si possa riuscire a operare una trasformazione della societa’ in ente di diritto pubblico.

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