La Manodori promuove iniziative a sostegno delle fragilità sociali

Un milione di euro in tre anni, finanziati i primi 300.000

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REGGIO EMILIA – Entra nel vivo il bando WelCom. Un milione di euro in tre anni che la Fondazione Manodori ha messo a disposizione per promuovere iniziative a sostegno delle fragilità sociali diffuse e delle nuove povertà. Il percorso del bando ha preso il via da una raccolta di idee che ha coinvolto tutta la nostra comunità. Dalle proposte raccolte sono nati tre laboratori che, in modo condiviso, hanno elaborato i progetti approvati in questi giorni dalla Fondazione Manodori che saranno finanziati per un totale di 300.000 euro.

“È la prima volta – spiega il presidente, Gianni Borghi – che la Fondazione Manodori eroga risorse con un così ampio coinvolgimento di tutti gli enti e organizzazioni del territorio che operano nel welfare. Avevamo già lavorato con progetti in rete, ma ora ci muoviamo in una vera e propria ‘comunità’ di idee e di intenti. I progetti emersi dal lavoro di questi mesi rispondono a bisogni emersi negli ultimi anni per cui sono state individuate risposte innovative. Ci auguriamo che questo impegno possa inoltre sollecitare una rinnovata solidarietà e aiuto reciproco”.

“I progetti usciti dai laboratori – ha aggiunto il consigliere, Riccardo Faietti – segnano una grande partecipazione di enti del territorio e soprattutto indicano la capacità di questa modalità di lavoro di aver individuato bisogni centrali della nostra comunità. Ad esempio, l’esito della costituenda cooperativa di comunità rappresenta un passo importante per la realizzazione di un intervento condiviso in aree difficili del capoluogo e, d’altro canto, il mantenimento in occupazione di pazienti in cura per malattie oncologiche è un tema altrettanto caro alla nostra provincia che ha investito in strutture ospedaliere e in prevenzione. Come ci dicono anche i dati di questi ultimi giorni sull’aspettativa di vita”.

Il Laboratorio 1 ha coinvolto venti realtà locali per creare una cooperativa di comunità, in particolare in aree urbane con particolari difficoltà: Santa Croce, zona stazione e Mirabello. Con la partecipazione dei residenti, sono previsti interventi di animazione e di educazione, recupero degli spazi comuni, attività commerciali e artigianali.

Il Laboratorio 2 tende ad abbattere l’indifferenza e il disinteresse, portando avanti l’idea di un contesto sociale partecipe e solidale. Sono trenta gli enti coinvolti che si muoveranno su tre diversi ambiti. Il primo prevede il coinvolgimento dei cittadini per stimolare il sostegno reciproco in modo da non lasciare soli coloro che si trovano in situazioni di disagio, in collaborazione con i servizi sociali di zona. Il secondo interverrà sulla dimensione abitativa, proponendo un approccio ‘casa per casa’ dei servizi, in raccordo con cittadini volontari anche per promuovere un vicinato collaborativo ed inclusivo. Il terzo intende agire sulla sfida alla vulnerabilità e all’isolamento generati dalle difficili condizioni lavorative ed abitative in alcune aree dell’appennino reggiano.

Il Laboratorio 3 è rivolto a pazienti oncologici che riscontrano difficoltà a rientrare al lavoro dopo una lunga e difficile malattia. Il progetto vuole creare una rete territoriale che faciliti il reinserimento lavorativo e le problematiche collegate nei pazienti con diagnosi oncologica.

Una rete, formata da istituzioni pubbliche, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali e del terzo settore, darà impulso a un sistema di intervento collettivo per azioni specifiche di carattere sanitario e sociale, di formazione e informazione.

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