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Guida Espresso 2018, ci sono solo due ristoranti reggiani

Tra i cinquanta segnalati in regione compaiono"Il Viandante" e il "Caffè Arti&Mestieri". Fuori Cà Matilde e Arnaldo

REGGIO EMILIA – Tempo di guide gastronomiche. Il clou arriverà il prossimo 16 novembre, quando al Teatro Regio di Parma sarà presentata, per il secondo anno consecutivo nella città di Maria Luigia, la Guida Michelin, la “regina delle guide”. Oggi intanto alla Leopolda di Firenze Enzo Vizzari ha presentato la Guida Espresso 2018. Tra i 50 ristoranti dell’Emilia-Romagna premiati con uno o più cappelli, (solo) due sono reggiani.

Si tratta in città del “Caffè Arti&Mestieri” di Gianni D’Amato, e in provincia dell'”Osteria del Viandante” (foto) di Dolores Boretti . Entrambi i ristoranti sono stati premiati con il riconoscimento di “un cappello”. Sorprende la mancanza di riconoscimenti per gli unici due ristoranti stellati Michelin della provincia di Reggio Emilia, “Cà Matilde” di Andrea Vezzani a Rubbianino e “Arnaldo” a Rubiera, ma, si sa, se le vie del Signore sono infinite, i misteri delle guide sono insondabili…

In realtà c’è una famiglia di ristoratori reggiani che si piazza anche più in alto, ma l’iperinnovativo “Inkiostro” di Francesca Poli e Terry Giacomello, premiato da ben 3 cappelli, quindi al secondo posto assoluto in regione, ha la sua location a Parma, tra il casello dell’autostrada e la città.

Oltre all'”Inkiostro”, sono dieci i ristoranti emiliano-romagnoli con due o più cappelli. San Domenico di Imola (che riceve il cappello d’oro, una specie di premio alla carriera), tre modenesi, ovvero il Sommo Massimo Bottura (“Osteria Francescana”) con ben 5 cappelli, l'”Erba del Re” e “Il Grano di Pepe”, tre bolognesi, “Marconi” di Aurora Mazzucchelli, “Portici” e “Villa Aretusi”, “La Palta” di Bilegno (PC) di Isa Mazzocchi e “Il Piastrino” a Pennabilli sulle colline di Rimini.