Esuberi Landi, la Fiom avverte: “Sarà resistenza”

Il sindacato è pronto a una lunga lotta. Il consiglio comunale è vicino agli operai

REGGIO EMILIA – E’ previsto il 9 ottobre un nuovo incontro tra i sindacati e la Landi Renzo di Reggio Emilia in cui, dopo quelli vuoto del 19 e 28 settembre, si provera’ a scongiurare il licenziamento dei 79 lavoratori reggiani dichiarati in esubero nel nuovo piano industriale del gruppo (si aggiungono agli 87 a livello nazionale del 2016 e ai 98 del 2015).

“Qualora questa situazione non veda uno sbocco – avverte il segretario provinciale della Fiom-Cgil Sergio Guaitolini – e’ evidente che si aprirebbe un tavolo regionale, perche’ siamo in una situazione pesante”. Inoltre, “abbiamo ancora otto ore nel pacchetto gia’ proclamato e se l’incontro del 9 non dovesse riaprire spazio di discussione ci sentiremo liberi di mettere in campo tutte le iniziative di lotta che riterremo opportune anche con articolazioni particolari che abbiano un impatto nei confronti dell’azienda”, aggiunge Guaitolini.

Il segretario parla davanti al municipio dove una delegazione dei lavoratori ha assistito, in Consiglio comunale, alla discussione di un ordine del giorno urgente presentato da Mdp sulla crisi dell’azienda. Il documento – approvato all’unanimita’ – impegna in particolare ad attivarsi “immediatamente” per costituire un tavolo di confronto con la Regione e “risolvere la vertenza preservando i posti di lavoro”.

Continua Guaitolini: “L’azienda parla di licenziamenti in una situazione che potrebbe essere gestita in modo molto diverso. La vertenza ha visto l’azienda dichiarare circa 200 esuberi complessivi a livello di gruppo. Io non credo che questi esuberi siano dovuti alla fusione per incorporazione di AEB in Landi, ma semplicemente ad un taglio dei costi. E questa idea che il lavoro sia solo un elemento di creazione di ricchezza a breve termine e’ un elemento che sta guidando le aziende”.

E ancora: “Landi ci dice che per una parte di quei 79, che sono ad esempio lavoratori della logistica, non e’ che non ci sia lavoro, ma dovrebbero essere sostituiti da altri lavoratori di una cooperativa o comunque di un appalto che costeranno meno perche’ avranno meno diritti. E’ questa idea che noi dichiariamo irricevibile: concorrenza peggiorando le condizioni delle persone”, continua Guaitolini.

Il problema piu’ generale, poi, sottolinea ancora il segretario della Fiom, “e’ quello del futuro di questa azienda perche’ il progetto che ci hanno presentato ci lascia piuttosto perplessi. E quindi, poiche’ il primo incontro non ci ha dato elementi di novita’, abbiamo deciso le prime otto ore di sciopero. Oggi siamo qui perche’ credo che tutta la collettivita’ debba essere sensibilizzata su questo aspetto qua, che il lavoro e’ un valore in quanto tale. C’e’ un valore sociale del lavoro che comincia a non essere riconosciuto nelle imprese. Da qui credo vada aperta una riflessione complessiva su come gestire questa crisi”.

Conclude Guaitolini: “Non ci siamo mai tirati indietro. Abbiamo gia’ fatto un accordo sulla mobilita’ a seguito del quale da Landi sono uscite 90 persone. Pensiamo che con strumenti similari si possa provare a governare la situazione tenendo presente le esigenze dei lavoratori e le ricadute sociali”.

Lanfranco De Franco, capogruppo in sala del Tricolore di Articolo 1 Mdp sottolinea: “Alla nostra festa avevamo preso un impegno importante nei confronti dei lavoratori della Landi Renzo, lo manteniamo con questo ordine del giorno chiedendo che in assenza, di piani strategici nazionali su settori centrali come quelli di cui si occupa l’azienda, non ci si basi solo sugli esuberi dei lavoratori”. Insomma, dice De Franco, “vorremmo che la celerita’ della nostra azione evitasse di arrivare al tavolo quando la situazione e’ degenerata e gli esuberi si sono determinati”.

L’assessore comunale al Welfare Matteo Sassi, sottolineando come la crisi “non riguarda solo i posti diretti ma anche le centinaia dell’indotto che rischiano di essere perduti”, commenta: “Di fronte alle crisi aziendali, riconoscere solo l’autonomia delle parti datoriale e sindacale e’ per me un modo un po’ pilatesco, per le istituzioni, per far giocare una partita impari. I lavoratori non devono essere lasciati soli perche’ se no, anche parlare di benessere sociale e competitivita’ di un territorio non ha senso”. Per Sassi, quindi, “bene il confronto regionale ma c’e’ anche il ministero dello Sviluppo economico. Il Governo va incalzato non solo per gli ammortizzatori sociali ma anche sul rilancio del settore- quello della metalmeccanica avanzata- in cui la Landi Renzo e’ campione” (Fonte Dire).