Biogas a Gavassa, Iren: “Sì, ci sarà più traffico”

Bellentani (Alleanza Civica) avanza dubbi sul piano finanziario

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REGGIO EMILIA – Piu’ che fugarli sembra aver aggiunto nuovi dubbi la commissione consiliare richiesta dal M5s e andata in scena ieri sera in municipio, dedicata al progetto del nuovo impianto per la produzione di Biometano che sara’ collocato nella frazione di Gavassa a Reggio Emilia. Da un lato, infatti, trovano conferma i timori della rete dei comitati Salute e ambiente, che hanno denunciato l’aumento del traffico nell’area e il conseguente inquinamento atmosferico.

Dall’altro, al consigliere comunale Cesare Bellentani (Alleanza civica) non tornano neanche i conti alla base della sostenibilita’ finanziaria dell’operazione. Si parla dell’impianto Iren da 54 milioni in cui confluiranno anche da Parma e Piacenza 100.000 tonnnellate anno di rifiuti umidi e 67.000 di sfalci verdi, che verranno trasformati in 2100 tonnellate di biogas e 53.000 di compost ad uso agricolo. Il metano prodotto sara’ utilizzato per far funzionare 190 autobus per 50.000 chilometri anno, per un totale di quasi 10 milioni di chilometri.

La struttura infine, sorgera’ su un’area produttiva di 120.000 metri quadrati la cui destinazione urbanistica era stata modificata da una variante per realizzare un impianto di trattamento biologico dei rifiuti (Tmb), poi tramontato perche’ escluso dalla programmazione del nuovo piano regionale in materia. Mauro Pergetti, funzionario di Iren Ambiente conferma che e’ previsto il transito dall’impianto di circa 100 camion al giorno, con un aumento dei volumi di traffico compreso tra il 3 e il 4% rispetto al livello attuale.

“Parliamo della grande viabilita’ – puntualizza pero’ Pergetti – mentre per le strade locali non cambia nulla e il traffico ci sarebbe stato comunque”. Da Iren arrivano rassicurazioni ai cittadini anche sulle emissioni odorifere che, per la tecnologia di trasformazione dei rifiuti utilizzata, saranno “contenute”. Fin qui le ricadute ambientali, ma sotto tiro finisce anche il piano economico dell’intervento. Per il consigliere Bellentani infatti “il valore della produzione, considerato che oggi il metano vale circa Euro 0,2 al metro cubo, e’ di 1,4 milioni l’anno”.

Il costo dell’investimento (54 milioni), ammortizzato su un periodo di 30 anni, comporta una quota annua di 1,8 milioni gia’ da sola superiore al valore prodotto”. Questo “senza considerare oneri finanziari e costi di struttura”. Quindi, ragiona il consigliere, “il ritorno sull’investimento, sembra assolutamente negativo”. Inoltre, si chiede il civico “il bilancio tra l’energia ricavata e quella consumata, e’ davvero positivo? Non ci scommetterei”.

I tecnici di Iren, conclude Bellentani, “hanno portato altre contro argomentazioni, sicuramente importanti, come quella che i rifiuti vanno smaltiti in ogni modo e almeno cosi’ produciamo gas”.Ma “credo che sia il caso di riflettere davvero. E’ un’operazione che ha diverse ricadute sui denari pubblici e sul suolo”.

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