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Autonomia Emilia-Romagna, Bonaccini incassa il sì dell’aula

La Regione avvierà un negoziato con il Governo per una maggiore autonomia. Stoppate le proposte di referendum di Lega e M5S. "Se fallisce si dimetta"

REGGIO EMILIA – Via libera dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna al governatore Stefano Bonaccini per andare a trattare col Governo sulla richiesta di maggiore autonomia per l’Emilia-Romagna. Col voto a favore di Pd, Mdp e Sinistra italiana, e’ stata approvata la risoluzione che sostiene il documento di indirizzo licenziato dalla Giunta, con cui Bonaccini andra’ a bussare alle porte di Palazzo Chigi. Contrari Lega nord e Fratelli d’Italia, astenuti Forza Italia e Altra Emilia-Romagna.

“Se il presidente non porta a casa alcun risultato auspico le sue dimissioni”, punge il leghista Massimiliano Pompignoli. I 5 stelle invece non hanno partecipato al voto. “E’ un’operazione partita da Roma per arrivare prima di Lombardia e Veneto – punta il dito la capogruppo M5s, Raffaella Sensoli – e’ un’autonomia subordinata a calcoli elettorali. Non saremo di questa presa in giro”. Bocciate invece le risoluzioni di Lega nord e M5s.

“Noi chiediamo che restino in Emilia-Romagna i nove decimi dei gettiti di Irpef, Ires e Iva – spiega il capogruppo del Carroccio, Alan Fabbri- solo cosi’ si puo’ ottenere una vera autonomia”. Approvato invece un emendamento proposto da Galeazzo Bignami (Fi) e Igor Taruffi (Si) che inserisce nelle materie di trattativa col Governo anche l’organizzazione della giustizia di pace. Bocciati anche i progetti di legge di Lega nord e 5 stelle per indire il referendum consultivo.

“La proposta del presidente Bonaccini e’ in piena sintonia con quello che noi siamo: una delle regioni piu’ avanzate d’Europa, motore dello sviluppo e promotrice di soluzioni di governo che migliorano la vita dei cittadini”. Cosi’ Daniele Manca, sindaco di Imola e presidente di Anci Emilia-Romagna, commenta la scelta della Regione di avviare un negoziato con il Governo per una maggiore autonomia.

Gli fa eco il sindaco di Reggio, Luca Vecchi: “Il percorso tracciato dal presidente Stefano Bonaccini per ottenere maggiore autonomia per la Regione (sulla base di quanto previsto dall’articolo 116 della Costituzione) e’ il migliore possibile”. Che aggiunge: “Nel pieno rispetto dell’unita’ nazionale infatti c’e’ lo spazio per chiedere, in quanto territorio virtuoso, di ottenere margini per poter intervenire con sempre maggiore efficacia in settori strategici quali sono il lavoro e la formazione, la sanita’, il campo dell’ambiente e del governo del territorio e la delega afferente i temi dell’impresa, della ricerca e dello sviluppo”. Per il primo cittadino reggiano “bene ha fatto dunque l’Assemblea legislativa ad approvare questo passaggio, dopo che tutti i firmatari del patto per il lavoro e le Province, gia’ nei giorni scorsi, avevano espresso il loro apprezzamento per questa soluzione”.

“Promuovere un’intesa con il Governo per concordare forme e condizioni di un aumento degli spazi di autonomia della Regione e’ una proposta utile- sottolinea Manca- con i conflitti non si ottengono risultati: in Emilia-Romagna si e’ sempre lavorato per unire e non per dividere, per rafforzare la collaborazione e il rispetto tra istituzioni, non per alzare steccati che interrompono ogni spazio di dialogo”. Oggi “servono stabilita’ e responsabilita’ per generare lavoro e crescita economica”, prosegue Manca.

“Rafforzare l’autonomia regionale nei campi della tutela e sicurezza del lavoro, istruzione tecnica e professionale; internazionalizzazione delle imprese, ricerca scientifica e tecnologica, sostegno all’innovazione; territorio e rigenerazione urbana, ambiente e infrastrutture; tutela della salute e’ fattore di competitivita’ per accompagnare un nuovo sviluppo economico e garantire piu’ solidi diritti ai cittadini”.