Vecchi e Pizzarotti sull’asse della via Emilia

Il sindaco di Parma: "La governance ha maggiore attenzione all’efficienza e bisognerà comunque tenere conto delle esigenze del territorio”". Il primo cittadino reggiano: "“Iren non è il consiglio comunale, ma è una grande impresa che deve avere prospettive di qualità dei servizi"

Più informazioni su

REGGIO EMILIA – Una sfida sull’asse della via Emilia per individuare una soluzione ad una serie di problematiche, come la siccità. Ieri sera a FestaReggio si sono confrontati, intervistati dal giornalista Roberto Fontanili, i primi cittadini di Reggio Emilia, Luca Vecchi, e di Parma, Federico Pizzarotti. L’idea dei grandi invasi, tipo diga di Vetto, non dispiace a Pizzarotti, mentre Vecchi, pur consapevole dei problemi ed aperto al dialogo, non vuole dimenticare la discussione precedente sul tema.

“Pensare ad Iren come municipalizzata è limitativo, c’è una diversificazione dei servizi offerti tra realtà diverse. Bisogna che come sindaci emiliani cerchiamo di valorizzare maggiormente il territorio. La governance ha maggiore attenzione all’efficienza e bisognerà comunque tenere conto delle esigenze del territorio”, dice Pizzarotti.

Aggiunge Vecchi: “Iren non è il consiglio comunale, ma è una grande impresa che deve avere prospettive di qualità dei servizi. Come proprietà, abbiamo sulle spalle il destino di questo grande gruppo. Ora le articolazioni politiche sono meno omogenee, ma Iren in questi ultimi 3 anni è cresciuta. Non è scassata come le aziende di Roma, ha investimenti sul territorio in programma, in Emilia è il più grande committente dell’Economia solidale. I problemi si possono affrontare indipendentemente dal colore politico dei sindaci”, chiosa Vecchi.

“A Parma nei prossimi giorni partirà la gara pubblica per i rifiuti, mentre la Tep ha perso la procedura per il trasporto pubblico e siamo in attesa della pronuncia del Tar. A seconda di ciò che succederà, ci saranno scenari diversi: anche la liquidazione”, dice il primo cittadino di Parma. E aggiunge Vecchi: “Nell’arco di 60 chilometri ci sono realtà importanti e dobbiamo cominciare a ragionare come territorio unico”. Per Pizzarotti, occorre non arroccarsi nelle logiche di campanile, soprattutto sul fronte infrastrutture.

Altro comune denominatore è quello della musica. “L’arena del Campovolo potrebbe diventare un polo importante per tutta l’area vasta – dice Vecchi – ma anche la stazione medio padana, l’aeroporto di Parma la qualità dell’aria, l’efficienza energetica, senza fare venire a meno una legittima diversità. Ci sono molti imprenditori della paura ed avremmo bisogno invece di operai della civiltà”.

Più informazioni su