Sport reggiano in lutto, è morto Anzio Arati

L'ex presidente della Fondazione dello Sport è spento dopo una malattia di un anno oggi pomeriggio al Santa Maria Nuova all'età di 69 anni. Venerdì pomeriggio i funerali

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REGGIO EMILIA – Mondo dello sport reggiano in lutto. E’ morto oggi pomeriggio al Santa Maria Nuova di Reggio, dove era ricoverato da circa un mese, dopo una malattia di un anno, Anzio Arati, 69 anni, di professione ottico, ex presidente della Fondazione dello sport e organizzatore del torneo Cavazzoli, figura molto nota nel mondo sportivo locale e nazionale.

Arati lascia il figlio Fausto, il fratello Alberto e la moglie Marta. Da domattina sarà aperta la camera ardente alle onoranze funebre Reveberi in via Terezin e il funerale si terrà venerdì pomeriggio alla Falk. Giuseppe Ligabue, dirigente della Falk, lo ricorda così: “Con lui mi sono trovato sempre bene. Era una persona onestissima e sincera. Sapevi chi avevi di fronte quando parlavi con lui e questo è un valore molto alto”.

Arati, prima come praticante, nell’atletica leggera e nel calcio, è diventato in seguito allenatore e dirigente di squadre di calcio dilettanti, legando il suo nome al Gruppo sportivo Falk con il quale ha tra l’altro realizzato, insieme al Comune, il primo campo di calcio in erba artificiale in Italia, concretizzando la prima esperienza nazionale di collaborazione tra pubblico e privato.

Innumerevoli le iniziative delle quali è stato promotore, a livello cittadino, regionale, nazionale e internazionale. Nel 1997 ha tra l’altro dato vita alle Olimpiadi del Tricolore e nel 1998 ha creato l’associazione Reggio Event’s, della quale è presidente. Nel 1999 ha partecipato all’organizzazione del torneo mondiale di calcio giovanile ‘Nike premier cup’, dalla fase locale alle finali di Barcellona.

Nella lunga carriera di organizzatore e dirigente sportivo, si è occupato anche di iniziative specifiche di nuoto, tennis e rugby. Tra queste, lo stage della nazionale italiana di nuoto a Reggio Emilia nel 2001 e, nello stesso anno, un evento in occasione della tappa del Giro d’Italia a Reggio. Ha ricoperto incarichi per Figc e Coni dell’Emilia Romagna e per la lega dilettanti della Figc nazionale. È stato insignito di attestati di benemerenza da Figc e Coni nazionali.

Il ricordo di Mauro Del Bue
“Ho conosciuto Anzio Arati quando da ragazzino vendeva le bibite al Mirabello. L’ho ritrovato nel 1987, quando ero vice sindaco, come uno dei dirigenti sportivi più preparati e illuminati. Poi abbiamo condiviso insieme il governo dello sport reggiano dopo il 2009 quando Anzio divenne presidente della Fondazione dello sport. Era stato lui a inventare le Olimpiadi del tricolore, lui a investire per i nuovi impianti della sua Falk che gestiva assieme al fratello. Conosceva come pochi i meccanismi dello sport. Fu il primo a credere e spendere soldi per il terreno sintetico del suo nuovo impianto, poi imitato da molti. Con Anzio Arati lo sport reggiano perde un uomo dal dinamismo e dall’inventiva difficilmente eguagliabili. Il commercio un suo rappresentante nel campo dell’ottica che  soprattutto la moglie e il figlio curavano nel suo negozio di via Toschi. Io perdo un amico carissimo, col quale ero solito parlare di tutto, come solo con le persone dai molteplici interessi, che sanno regalarti la loro curiosità e la loro confidenza. Terrò alto il suo ricordo che ritengo debba essere esaltato dal mondo sportivo reggiano con un’intitolazione di un importante manifestazione, torneo, struttura. Anzio se lo merita”.

Il cordoglio della Fondazione dello Sport
La Fondazione per lo Sport tutta “si stringe attorno ai famigliari di Anzio Arati per la sua prematura scomparsa. Anzio si è sempre distinto per la sua passione per lo sport e la sua partecipazione alle diverse iniziative cittadine, di cui in particolare i giochi Sportivi Internazionali del Tricolore; la sua esperienza ed il suo talento, messi a disposizione dello sport cittadino anche rivestendo il ruolo di presidente della Fondazione per lo Sport, sono  sempre stati linfa preziosa per tanti giovani atleti e per tanti eventi sportivi, che l’hanno sempre visto in prima linea”.

Il cordoglio della Provincia
Anche la Provincia di Reggio Emilia piange la scomparsa di Anzio Arati, storico dirigente della Falk ed ex presidente della Fondazione dello sport. “Con passione e competenza, Anzio ha dato davvero un grande contributo allo sport reggiano – dichiara il presidente della Provincia, Giammaria Manghi – Oltre ad un rapporto di amicizia e di stima, con lui ho avuto il piacere di condividere un comune impegno per favorire una cultura della pratica sportiva che non si limitasse all’aspetto puramente agonistico, ma valorizzasse anche il fondamentale contributo educativo, di aggregazione e di socializzazione che lo sport può apportare, soprattutto a bambini e ragazzi. La sua scomparsa lascia un grande vuoto: il modo migliore per ricordarlo sarà quello di proseguire le tante, prestigiose iniziative, come il Torneo Cavazzoli – Trofeo Provincia, che Anzio ha promosso in tutti questi anni al servizio dei giovani e dello sport e, dunque, della nostra comunità”.

Il cordoglio del sindaco
“Anzio Arati se ne è andato. Ci ha lasciato oggi dopo aver combattuto a lungo con la sua forza e la sua ostinata determinazione contro una malattia grave che ce lo ha portato via. Ho conosciuto Anzio proprio vent’anni fa. Incrociai questo signore che veniva dal calcio ma che aveva scelto di avvicinarsi come dirigente all’atleta a leggera. Io ero allora tecnico e dirigente della Self Atletica e lui si presentò dicendo che voleva fare a Reggio Emilia le Olimpiadi del Tricolore. Ci conoscemmo lì e, non lo nego, non fu facile, perché Anzio era uno di quei reggiani che amava andare al punto, che sopportava con difficoltà le mediazioni e che amava decidere per dare gambe e concretezza ai suoi progetti, anche a costo di caricare sulle spalle impressionanti carichi di lavoro. Potrei ricordare Anzio per tante ragioni, ma credo ve ne sia una che, più di altre, sintetizza la sua indole. Anzio Arati è stato nella storia dello sport reggiano un grande innovatore. Lo è stato alla Falk, lo è stato nel far crescere il Cavazzoli, lo è stato nel cogliere spesso prima di altri le soluzioni lungimiranti intorno a cui lo sport reggiano doveva impegnarsi per continuare a crescere. Solo chi guarda al futuro con insaziabile bisogno di costruire, di innovare, di giocare nuove sfide può inventare un evento “pazzesco” come i giochi del Tricolore”.

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