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Reggio, 4mila tumori l’anno: siamo al top per le cure

Alti tassi di sopravvivenza anche grazie allo screening preventivo

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REGGIO EMILIA – A Reggio Emilia si sopravvive di piu’ ai tumori grazie agli accertamenti preventivi. E’ quanto emerge dal censimento “I numeri del cancro in Italia 2017”, frutto della collaborazione tra oncologi ed epidemiologi. Il documento e’ stato presentato al ministero della Sanita’ dal direttore del reparto di Oncologia dell’ospedale Santa Maria Nuova e presidente dell’associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Carmine Pinto, e dall’epidemiologa dell’Azienda Usl e presidente nazionale dell’associazione italiana registro tumori (Airtum), Lucia Mangone.

In dettaglio, nella provincia reggiana per il cancro al seno la sopravvivenza e’ dell’89% contro un dato regionale dell’88,9 e nazionale dell’87,1%. Sul colon retto Reggio e’ al 72,7%, la regione al 68,6 e l’Italia al 64,6%. Sul tumore alla cervice, infine, i dati provinciali si assestano al 72,8%, quelli regionali al 72,1 e nazionali al 68,2%. Questo anche grazie alle elevate percentuali di adesione agli screening della popolazione reggiana, molto piu’ alte di quelle registrata a livello nazionale e regionale. Per i tumori a mammella, colon-retto e cervice sono infatti state pari, rispettivamente a 77,7%, 61,8% e 69,2%, contro quelle registrate in regione: 76%, 50,3% e 59%.

Nella provincia di Reggio Emilia ogni anno si registrano circa 4.000 nuove diagnosi di tumore, di cui 900 sono a carico della cute (non melanomi). Negli uomini i tumori piu’ frequenti sono a carico del polmone (15%) e della prostata (15%) mentre nelle donne il tumore della mammella da solo rappresenta il 30% di tutte le neoplasie femminili. Il trend di incidenza e’ in forte calo negli uomini e stabile nelle donne mentre la mortalita’ cala in entrambi i sessi, in linea con quanto accade nel resto della regione.

“Ormai – spiega il dottor Pinto – e’ scientificamente provato che il cancro e’ la patologia cronica che risente piu’ fortemente delle misure di prevenzione. Migliaia di studi condotti in 50 anni hanno dimostrato con certezza il nesso di causalita’ fra fattori di rischio quali gli stili di vita sbagliati (fumo di sigaretta, sedentarieta’ e dieta scorretta), agenti infettivi (a cui puo’ essere ricondotto l’8,5% del totale dei casi), esposizioni ambientali e il cancro”.

Oggi, prosegue il professionista, “abbiamo a disposizione armi efficaci per combatterlo, come l’immunoterapia e le terapie target che si aggiungono a chemioterapia, chirurgia e radioterapia. Tutto questo, unito alle campagne di prevenzione si traduce nel costante incremento dei cittadini vivi dopo la diagnosi”. I registri tumori delle Province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena hanno intanto iniziato una collaborazione che confluira’ in una monografia in pubblicazione nelle prossime settimane e che anticipa il percorso di costruzione di un registro di Area Vasta che abbraccia le 4 province emiliane.

“Questo – spiega la dottoressa Mangone, grazie a cui nacque il registro di Reggio nel 2000 – permettera’ di avere elementi piu’ robusti su un’area di oltre 2 milioni di abitanti, consentendo di rendere i dati sempre piu’ omogeni e confrontabili e facendo si’ che anche i clinici possano disporre di indicatori utili per monitorare in modo costante la loro attivita’”.

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