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Forza Italia si scaglia contro la Rigon

Il coordinatore regionale Palmizio: "Si chiarisce chi è con noi, ora rilanceremo il partito". La replica: "Non accetto lezioni da Forza Italia. Palmizio cambiò il partito e ora coordina un deserto"

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REGGIO EMILIA – Non e’ piaciuta al coordinatore regionale di Forza Italia Elio Massimo Palmizio la decisione della consigliera comunale di Reggio Emilia Roberta Rigon. Quella cioe’ – condita di critiche – di uscire dal gruppo di Forza Italia in cui era stata eletta in sala del Tricolore (dove e’ stata chiamata a sostituire Giuseppe Pagliani) e formare un nuovo gruppo Misto.

Rigon ha sbattuto ieri la porta sostenendo di aver creduto nel progetto dell’allora Pdl e di non riconoscersi nell’attuale partito di Silvio Berlusconi. “Voglio  ringraziare e augurare buon lavoro alla neo consigliera Roberta Rigon”, ribatte Palmizio. Poi pero’ si toglie i guanti bianchi affronta il tema del “cambio di casacca” cosi’: “Premesso che quando si candido’ eravamo Forza Italia ed il Pdl era gia’ finito, ha ragione Rigon: le sue idee non sono mai state le nostre. Pertanto cominciamo a fare chiarezza su chi e’ e non e’ di Forza Italia”.

E ancora: “Di persone che hanno utilizzato il nostro movimento per avere un posto senza essersi mai occupate oggettivamente del territorio ne abbiamo viste anche troppe”. Ma il fatto che ora la pattuglia reggiana degli azzurri avra’ un consigliere in meno, non scoraggia Palmizio: “La perdita di Pagliani in Consiglio comunale e provinciale – dice – ci crea sicuramente un disagio ma sono certo che con la buona volonta’ sapremo rilanciare Forza Italia in tutto il reggiano. Chiedo fin da subito ai nostri consiglieri e militanti di tornare nelle piazze e tra la gente per spiegare il nostro programma, le nostre idee ma soprattutto per raccogliere le loro esigenze, problemi e cercare insieme una soluzione”.

Il “coordinatore provinciale Gianluca Nicolini ed il sottoscritto sono a disposizione sempre e conto di venire presto a Reggio Emilia” annuncia infine il coordinatore regionale.

La replica della Rigon: “Non accetto lezioni da Forza Italia. Palmizio cambiò il partito e ora coordina un deserto”
“Io la giacca non la cambio ne’ l’ho mai cambiata”. Roberta Rigon, consigliera comunale di Reggio Emilia che ieri e’ uscita dal gruppo di Forza Italia (con cui era stata eletta) per formare un gruppo misto in sala del Tricolore, respinge al mittente le accuse di trasformismo che le ha indirizzato il coordinatore regionale di Fi Elio Massimo Palmizio.

E ribatte con toni di fuoco: “Caro onorevole Palmizio, sarebbe troppo facile risponderle che lei e’ stato eletto senatore con il Pdl, poi e’ passato a Coesione nazionale del cui gruppo e’ stato tesoriere, tornando a casa solo per cercarsi un seggio appena prima delle politiche. Del resto, nulla doveva ad un territorio che le ha regalato per ben tre volte un seggio in Parlamento grazie all’ordine di lista bloccato. Di lezioni posso sicuramente accettarne, e da molti, ma non da lei e non in merito all’attivita’ svolta sul territorio”.

A questo proposito Rigon sottolinea infatti: “Fino alla sua nomina a coordinatore-commissario regionale di Forza Italia lei a Reggio non si e’ mai visto. A dire il vero anche nel resto della regione, si e’ visto ben poco, come del resto in coordinamento regionale alle cui riunioni era quasi sempre assente”. Al contrario “quando io ero coordinatore provinciale del Pdl carica alla quale, le ricordo, ero stata eletta sulla base di una mozione contraria al sostegno al governo Monti, avevamo una sede provinciale, consiglieri in tutti i Comuni ed una decina di sedi sparse sul territorio. Oggi lei e’ coordinatore regionale di un deserto”, spiega la consigliera.

Rigon era “entrata in un partito politico perche’ rispecchiava determinate posizioni, ne sono uscita quando ho capito che il si’ a Monti o il Nazareno non erano l’eccezione ma la prassi. Le persone possono incarnare delle idee, Berlusconi ha incarnato le idee nelle quali credo e l’ho seguito, ma la diversita’ fra me e lei onorevole sta proprio qui, io seguo la persona per le idee, lei solo la persona”.

Rigon rivendica inoltre: “La mia lista non era bloccata e io entro in Consiglio grazie alle preferenze raccolte, lo ha fatto per portare avanti determinati valori, che non sono certo il farsi sponsor del gender, il mettere davanti i diritti degli animali a quelli delle persone, o ancora peggio il sorreggere governi al servizio delle banche anziche’ del popolo. I riferimenti della mia azione politica sono e restano ‘Dio, Patria e Famiglia’”.

In conclusione, “a quanti si chiedono se restero’ all’opposizione o finiro’ per sostenere questa Giunta, voglio rispondere in maniera inequivocabile che la mia posizione e’, e restera’, sempre di opposizione a questa sinistra neocomunista cui stanno piu’ a cuore gli immigrati piuttosto degli italiani”, chiude Rigon.

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