Ex Cormo, in arrivo 206 lettere di licenziamento

L'amarezza del sindacato: "A Modena è stata fatta un'operazione che, purtroppo, a Reggio non è andata in porto"

SAN MARTINO IN RIO (Reggio Emilia) – E’ finita. I 206 lavoratori della coop Open.Co. (di cui ben 162 a San Martino in Rio), che era sorta dalla fusione della reggiana Cormo di San Martino Rio e della modenese Coop Legno di Castelvetro, si vedranno recapitare lunedì le lettere di licenziamento. Anche l’incontro a livello istituzionale di oggi nella sede della Provincia, con Regione, Legacoop, Comune di San Martino in Rio e il liquidatore, non ha portato nulla di nuovo.

L’amarezza dei lavoratori è tanta, anche perché altrove, per esempio a Castelvetro di Modena, si è trovata una soluzione per ben 105 lavoratori che hanno salvato il posto finanziando l’affitto del ramo modenese di Open.Co e facendo nascere Cores Italia, attraverso il meccanismo del cosiddetto workers buyout. Così non è stato, invece, per San Martino in Rio.

Dice Mauro Livi, segretario della Cgil Fillea: “Durante questa cassaintegrazione a Modena si sono create le condizioni per fare questa operazione, con la Legacoop che ha sponsorizzato e contribuito alla nascita di questa coop a Castelvetro. Su San Martino si era presentata l’opportunità di un privato che voleva rilevare un ramo di azienda e con lui avevamo coltivato la speranza di andare avanti. E tuttavia, essendo una procedura di liquidazione coatta amministrativa, ci doveva essere un bando di gara pubblico autorizzato dal ministero. Alla fine, nonostante una seria di promesse, il bando di gara non è stato fatto, mentre a Modena questo è avvenuto”.

Aggiunge Livi: “Il privato c’è ancora, ma una cosa era fare un’operazione con i lavoratori dipendenti dell’impresa e in cassa integrazione e, un’altra, quando sono già in Naspi. Se il compratore rilevava un ramo di azienda oggi, aveva degli obblighi stabiliti dalla legge, ma da lunedì non li ha più. Quindi abbiamo molte meno garanzie”.

Per i 206 oramai ex lavoratori di Open Co ora c’è la Naspi, con una durata massima di 24 mesi. Si parte da 1000 euro al mese e si arriva a 700.