Comune, società partecipate tagliate da 15 a 9

L'assessore Marchi: "Ci saranno pochi risparmi, perché non c'erano sprechi". Fondazione Rei, il Comune resta fuori

REGGIO EMILIA – Il Comune di Reggio Emilia taglia quasi la meta’ delle sue societa’ partecipate, che scendono da 15 a nove, e le relative “poltrone”, che passano da 28 a 20 (per effetto della sostituzione di cda con amministratori unici). Si tratta di un’operazione straordinaria di revisione attuata in adempimento della legge Madia (per semplificare la pubblica amministrazione), ma che portera’ nelle casse dell’amministrazione solo pochi spiccioli in termini di risparmio. Anche perche’, spiega l’assessore al Bilancio Daniele Marchi che ieri sera ha illustrato il piano in commissione consiliare, “qui non c’erano sprechi e stipendi d’oro”.

Tuttavia, rimarca l’assessore, “anche se scatole vuote, parcheggi e porte girevoli non sono presenti nel nostro territorio perche’ non appartengono alla cultura amministrativa nostra e di chi ci ha preceduto, le politiche e la citta’ cambiano. Ed e’ dunque utile e opportuno monitorare che gli strumenti che ci siamo dati siano coerenti con queste politiche”.

Nel dettaglio, il piano che entro il 30 settembre dovra’ essere inviato al ministero dell’Economia e alla Corte dei Conti ha messo mano alle partecipate che non rispettavano la legge Madia: quelle che non rientrano nelle finalita’ istitutizionali dell’ente, prive di dipendenti, che svolgono attivita’ “doppione”, hanno un fatturato inferiore a 500.000 euro negli ultimi tre anni o sono in perdita da quattro. Calato sull’ente di piazza Prampolini, il quadro vede tre cessioni di quote (Piacenza Infrastrutture, Cepim e Banca Etica), due liquidazioni (Fiere e Reggio Emilia Innovazione) ed una fusione per incorporazione di Mapre dentro Campus che si uniscono per soddisfare i criteri di fatturato e dipendenti.

Passando alla dismissione delle quote, l’1,31% di Cepim (il centro padano di interscambio merci) non rientra tra le finalita’ istituzionali del Comune. Dalla vendita dello 0,02% delle azioni di Banca Etica si prevede invece un incasso di circa 20.000 euro. Capitolo a parte quello di Piacenza Infrastrutture, societa’ che si occupa delle reti del Comune di Piacenza, di cui i Comuni reggiani detengono il 40% delle quote e il capoluogo il 22%. Un ramo secco da tagliare- perche’ interessa un’altra citta’, del valore nominale di 5 milioni.

Tuttavia, spiega Marchi, “le reti non hanno un mercato, l’unico possibile acquirente e’ il Comune di Piacenza con cui l’effettiva cessione andra’ negoziata”. Tra le societa’ di cui vengono mantenute le partecipazioni, ci sono invece Stu Reggiane, che non ha dipendenti ma a si avvale di quelli del Comune, e Reggio Children, Crpa e Lepida che rispettano tutti i parametri. Iren e’ fuori dal campo della revisione perche’ quotata. Da Ultimo Marchi sottolinea, che “il piano non incidera’ significativamente dal punto di vista occupazionale dei dipendenti ed e’ gia’ stato recepito dai sindacati”.

Fondazione Rei, il Comune resta fuori
Ad oggi il Comune di Reggio Emilia non e’ entrato nella nuova Fondazione Reggio Emilia Innovazione, da cui dovrebbe partire il rilancio dell’omonima societa’ Rei, messa in liquidazione lo scorso 13 luglio. “E non ha valutato l’ingresso. Riprendiamo e fotografiamo solamente la liquidazione”. Lo fa sapere l’assessore al Bilancio Daniele Marchi, a margine della presentazione del piano di revisione delle societa’ partecipate, attuato in ottemperanza della legge Madia.

“Su Rei – spiega l’assessore – al di la’ del suo andamento di bilancio c’era anche un tema rispetto delle finalita’ della societa’ in relazione alle attivita’ isitutizionali dell’ente, che la Corte dei conti ci aveva fatto rilevare”. A questo “si aggiunge il terzo bilancio in negativo e piu’ in generale il progetto di rilancio attraverso la Fondazione Reggio Emilia Innovazione, che ha determinato la liquidazione della societa’”. La vicenda di Rei e’ stata oggetto di aspra polemica da parte delle opposizioni perche’, durante il Consiglio comunale dello scorso 26 luglio, non era stata comunicata la liquidazione della societa’ avvenuta qualche giorno prima.