Aemilia, l’avvocato Comberiati lascia gli incarichi

Il legale fu assolto per il caso della lettera al sindaco Luca Vecchi, ma fu poi di nuovo tirato in ballo dal pentito Valerio

REGGIO EMILIA – Colpo di scena questa mattina nell’aula reggiana del processo Aemilia, dove l’avvocato Antonio Comberiati, difensore di Pasquale Brescia e di altri imputati (Rosario Arcuri, Francesco Belfiore, Luigi e Salvatore Muto), ha annunciato la sua decisione di rimettere gli incarichi. Il legale era finito sotto processo – e poi assolto con formula piena “perche’ il fatto non sussiste” – per la lettera scritta dal carcere da Pasquale Brescia al sindaco di Reggio Emilia Luca Vechi, che Comberiati consegno’ alla redazione locale del ‘Resto del Carlino’.

Il collaboratore di giustizia Antonio Valerio, cutrese affiliato al clan Grande Aracri che sta testimoniando in queste ore in videoconferenza, ha affermato pero’ in alcuni verbali che il legale era parte integrante dell’operazione ideata da Brescia per mettere sotto pressione il primo cittadino della citta’ del Tricolore.

“Mi ero illuso di aver chiuso con una pagina per me dolorosa da un punto di vista umana ma mi ritrovo, con la notizia del collaboratore di giustizia che mi tira in ballo nuovamente rispetto a una vicenda per la quale sono stato assolto”, spiega in aula Comberiati.

“La mia – puntualizza – non e’ una difesa sul soggetto ma e’ una difesa della toga. L’unico interesse che oggi ho e’ quello che i miei assistiti non debbano avere un difensore adombrato da illazioni e da circostanze note a tutti. La mia serieta’ e’ minata ma a questo gioco non ci sto”. Per questo “io lascero’ questo processo, rinuncio ai miei mandati, rinuncia dettata dalla mia professionalita’”.

In conclusione, Coberiati afferma: “Ho sempre cercato la verita’ e la giustizia ed ho onorato la toga che porto. Tutelero’ la mia posizione nelle sedi piu’ opportune”.