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Terremoto a Ischia, due morti: 2.600 gli sfollati

Salvati i 3 bambini Il piccolo Ciro: "Ho abbracciato mio fratello". Magnitudo di 4, dopo un primo annuncio di 3.6. Le zone colpite Casamicciola e Lacco Ameno. I feriti sono 40, uno grave

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REGGIO EMILIA – Anche Ciro, 11 anni, è stato finalmente estratto dalle macerie della palazzina crollata a Casamicciola in seguito al terremoto di ieri sera a Ischia. Un lungo applauso dei vicini di casa ha incoraggiato i vigili del fuoco che lo hanno tirato fuori dopo 16 ore di lavoro ininterrotto. Il fratellino Mattias era stato salvato in mattinata. Alle 4 del mattino, i vigili del fuoco avevano invece estratto vivo Pasqualino, il terzo fratellino neonato di sette mesi, rimasto per sette ore sotto le macerie. Il suo vagito aveva guidato i soccorritori, restituendo un soffio di speranza dopo tanta morte.

“E’ stato Ciro a salvare il fratellino Mattias. Dopo la scossa lo ha preso e lo ha spinto con lui sotto al letto, un gesto che sicuramente ha salvato la vita a entrambi. Poi con un manico di scopa ha battuto contro le macerie e si è fatto sentire dai soccorritori”. E’ commosso il comandante della Tenenza di Ischia della Gdf, Andrea Gentile, nel riferire il racconto di uno dei vigili del fuoco.

“Quando è crollato tutto ho abbracciato mio fratello e poi quando sono arrivati I soccorritori l’ho spinto fuori per primo”, ha raccontato, a quanto apprende l’Ansa, Ciro Marmolo ai sanitari che lo stanno curando. La prima ad essere estratta dalle macerie, illesa, era stata Alessia, la mamma di tre bambini, l’ultimo di sette mesi, e con una bimba ancora in grembo, che quando è arrivata la scossa era in bagno. Il marito, Alessandro Toscano, papà di Pasqualino, era sul terrazzo esterno, è rimasto intrappolato tra un’auto e la parete ed è stato tratto in salvo alle 2.32 dai vigili del fuoco.

Alcune case sono crollate a Casamicciola, travolgendo diverse famiglie. Due le donne morte: una colpita dai calcinacci di una chiesa, un’altra travolta dalle macerie della sua casa. Due uomini e due donne sono stati trovati vivi sotto le case crollate. I feriti accertati sono 39, di cui uno gravissimo. Una decina le repliche. Paura tra i tanti turisti in vacanza sull’isola, ma in sindaci rassicurano: “Crolli localizzati, falso che siano in tutta l’isola. Nessun legame sisma-abusivismo”. I geologi però evidenziano che si tratta di “crolli non normali per un terremoto di magnitudo 4”.

La cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha trascorso più volte periodi di vacanza a Ischia, ha espresso “profonda vicinanza” ai cittadini colpiti dal sisma e “ai soccorritori che stanno facendo il loro meglio”.

Sono duemila gli sfollati a Casamicciola e altri 600 a Lacco Ameno. Il numero è stato reso noto dal capo del dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli che oggi ha incontrato i sindaci dell’isola per fare un primo punto della situazione. Escluso l’allestimento di tendopoli, per l’accoglienza degli sfollati si confida di far ricorso alle diverse strutture ricettive presenti sull’isola verde. Verrà dichiarato lo stato di emergenza e verrà nominato un Commissario.

Mattarella ha telefonato ai sindaci di Casamicciola e di Lacco Ameno per esprimere il cordoglio per le vittime e la solidarietà e la vicinanza alla popolazione e si è impegnato a visitare, quando possibile, i comuni colpiti e ha assicurato la sua attenzione per la ricostruzione”.  “Mi sento orgoglioso di essere italiano: l’ho detto al capo dello Stato”. Il sindaco di Casamicciola Giovanbattista Castagna riferisce così del colloquio telefonico con il presidente Mattarella. Orgoglioso perchè, spiega, “c’è stata una vera gara di solidarietà con tutte le istituzioni che hanno fatto a pieno ogni sforzo per soccorrere le persone in difficoltà”.

Per i turisti, tantissimi in questo periodo sull’isola verde, e per i residenti, l’estate si è fermata nel peggiore dei modi. Prima un boato poi la consapevolezza di quello che stava accadendo. Le suppellettili che cadevano, i mobili che si spostavano e poi il black-out, i crolli. “E’ stato peggio del terremoto del 1980”, racconta Giovanni. E’ stato un incubo che piano piano ha preso forma. E c’è chi fugge, ora, da Ischia.

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