Tennis: la Errani positiva al doping, 2 mesi di stop foto

La campionessa si difende: "E' un medicinale che prende mia madre. La quantità che ho involontariamente ingerito era inferiore a una singola compressa".

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BOLOGNA (Italia) – Sara Errani è risultata positiva al doping: la conferma arriva dalla Itf, la Federazione Internazionale di Tennis, che ha anche annunciato che la tennista bolognese è stata sospesa per due mesi a partire dal 3 agosto. Tornerà in campo il 3 ottobre. Le analisi hanno trovato tracce di “letrozolo” nel suo organismo.Il letrozolo è un ormone che figura tra le sostanze messe all’indice dalla Wada. E’ stato rilevato durante un controllo antidoping, come parte di un test fuori programma, effettuato dalla Errani il 16 febbraio scorso. “Questi campioni – rileva la Itf – sono stati inviati al laboratorio accreditato da Wada a Montreal per l’analisi ed è risultato che contenessero letrozolo, che è un inibitore di aromatasi incluso nella sezione S4 (ormoni e modulatori metabolici) tra le sostanze proibite dalla Wada”.La campionessa trentenne si è detta innocente e ha twittato: “Mi sento estremamente frustrata ma posso solamente cercare di essere forte ed aspettare che questo periodo arrivi a conclusione”. Ha poi aggiunto che il “letrozolo” è “una sostanza presente in un medicinale che mia madre assume dal 2012, e che è presente a casa nostra: l’unica ipotesi è una contaminazione del cibo”. L’azzurra ha poi spiegato di essere “molto arrabbiata ma allo stesso tempo in pace con la mia coscienza, assolutamente consapevole di non avere fatto nulla di male e di non avere commesso nessuna negligenza nei confronti del programma antidoping”.
Nella memoria difensiva presentata all’Itf si parla di assunzione accidentale tramite cibo e di mancata evidenza di miglioramenti dal letrozolo: “In seguito ad un controllo, fatto mentre mi trovavo a casa dei miei genitori, sono stata trovata positiva al letrozolo, una sostanza che è sulla lista proibita del programma antidoping Wada. Non ho mai assunto, nella mia vita e durante la mia carriera, nessuna sostanza proibita. Dal primo giorno che sono diventata professionista ho sempre seguito puntigliosamente il programma Wada; non ho mai chiesto una deroga, neppure quando ne avrei avuto bisogno perché malata”.

La sostanza è presente nel Femara, un medicinale che la “madre assume giornalmente dal 2012 a scopo terapeutico, in seguito ad un intervento chirurgico subito per un tumore al seno, ed è quindi presente fra le mura domestiche. Questo medicinale”è molto pericoloso per la salute, se assunto da una persone di sesso femminile che non sia ancora in menopausa”.Prosegue la Errani: “Oltre a sgradevoli effetti collaterali, tra cui il rischio di tumore alle ovaie, provoca una sorta di menopausa clinica se assunto ripetutamente. Allo stesso tempo non sono mai stati dimostrati effetti di miglioramenti delle prestazioni fisico-atletiche in soggetti di sesso femminile”.L’azzurra dice di essere “sicura al 100% di non aver assunto una pastiglia per errore. L’unica ipotesi percorribile è quella di una accidentale contaminazione del cibo, consumato all’interno della nostra casa. Questa ipotesi è stata ulteriormente supportata da un test sui capelli, al quale mi sono volontariamente sottoposta: è stato sperimentalmente verificato che l’assunzione di una quantità pari o superiore a quella di una singola compressa di Femata produce una quantità di letrozolo rilevabile nei capelli di chi l’assume: nei miei capelli non ne è stata trovata la minima traccia. Questo – conclude la Errani – evidenzia che la quantità che ho involontariamente ingerito era inferiore a una singola compressa, in accordo con un’ingestione accidentale di una porzione di cibo contaminato. I risultati di questi esperimenti non sono stati ammessi come prove a mio favore per via di un cavillo legale”.

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