Privatizzazione asp Cavalletti, il Pd di Carpineti chiede confronto pubblico

Bottazzi e Baldelli dicono che la giunta sarebbe orientata alla gestione totalmente privata, e ritengono non più prorogabile un confronto pubblico per fare chiarezza

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CARPINETI (Reggio Emilia) – Nella definizione del futuro assetto dell’Istituto Don Cavalletti di Poiago, che la giunta Borghi intende privatizzare, per tutelare al meglio i diritti degli utenti (i livelli assitenziali) e quelli dei lavoratori (il mantenimento dei diritti acquisiti e dei livelli occupazionali) ” sarebbe stato necessario un confronto aperto e partecipato in grado di coinvolgere i cittadini”. Lo affermano il segretario del Pd di Carpineti, Dario Bottazzi, e Stefano Baldelli, capogruppo Pd, a nome e dell’intero gruppo di minoranza.

Nei mesi scorsi l’Amministrazione Borghi ha affidato ad un consulente lo studio del modello di sostenibilità dell’Asp Don Cavalletti. “Il lavoro è stato completato – spiegano Bottazzi e Baldelli -, a quanto abbiamo appreso da diverse fonti, l’assemblea dei soci ha già nei fatti deciso di procedere in un percorso orientato alla totale privatizzazione della gestione dell’Istituto su proposta del sindaco”. Viene ritenuto molto grave sul piano politico il fatto che la minoranza consigliare – a cui spetta il compito di controllo – non sia stata coinvolta in alcun modo. Il sindaco Borghi, scrivono i due in una nota stampa, “non ha sentito la necessità di avviare alcun tipo di discussione o di informarci dell’imminenza di una scelta così importante. La relazione prodotta dal consulente è stata consegnata ai nostri consiglieri quando le decisioni erano state ormai prese. Questo atteggiamento non solo è inaccettabile e irriguardoso, ma ci porta a chiedere quali siano le ragioni per cui il sindaco e la sua giunta abbiano voluto evitare qualunque discussione sul tema”. Non solo: nell’ultimo consiglio comunale, il 28 di luglio, ha accennato alla questione.  alcun accenno alla questione durante il Consiglio Comunale del 28 Luglio.

Peranti, Bottazzi e Baldelli ritengono non più prorogabile un confronto pubblico con il sindaco e l’assessora Costi: “Spiegino i principi che hanno guidato le loro scelte, le ragioni per cui le alternative alla privatizzazione sono state accantonate, e soprattutto quello che si intende fare per salvaguardare il servizio, gli ospiti e gli operatori”.

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